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Torture e sevizie ai migranti, “Rambo” era al Cara da febbraio

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John Ogais, il nigeriano di 25 anni conosciuto come Rambo, fermato stamani perché ritenuto responsabile di torture e sevizie nella prigione libica dove i migranti aspettavano di partire, è arrivato in Italia nel febbraio scorso, dopo essere stato soccorso su un barcone nel Canale di Sicilia. Dopo lo sbarco in Calabria, l’uomo è stato portato nel Centro di accoglienza richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto.

Su di lui la squadra Mobile di Crotone aveva iniziato un’attività investigativa dopo che alcuni migranti lo avevano indicato come uno degli aguzzini che operava in Libia. Nel corso delle indagini gli investigatori crotonesi sono stati contattati dai colleghi di Agrigento, che avevano avuto notizia della presenza nel crotonese di “Rambo” sul quale stavano indagando dopo avere arrestato, nel marzo scorso, il ghanese Sam Eric Ackom, ritenuto suo complice. La collaborazione della mobile crotonese è servita a identificare compiutamente l’aguzzino individuato dai poliziotti siciliani con il soprannome. Da qui, poi, la decisione della Dda di Palermo di emettere un provvedimento di fermo eseguito stamani nel Cara

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