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25 anni senza Mimì: l’ultimo concerto calabrese di Mia Martini a Cutro (VIDEO)

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Era la sera di mercoledì 3 maggio 1995. Cutro era in festa per il Santissimo Crocifisso. Fu l’ultimo concerto in Calabria di Mia Martini, che nove giorni dopo venne ritrovata senza vita nella sua casa di Cardano al Campo, vicino a Busto Arsizio, in provincia di Varese, nella quale si era trasferita da poco per stare vicina al padre. Poco prima di eseguire “E non finisce mica il cielo”, una delle più belle canzoni scritte per lei da Ivano Fossati, sul palco sale un uomo che avverte i genitori di una bambina si è smarrita che è con la maestra sulle scale della chiesa, nella piazza principale. Era capitato anche a lei di essere dimenticata dal padre su una panchina, da piccola. E alla fine del concerto con quella bambina aveva un po’ giocato. Qualcuno ricorda una frase, un rimpianto, sulla maternità mai conosciuta. Quando la trovarono, riversa sul letto e con le cuffie alle orecchie, era domenica 14 maggio: la notizia arrivò all’ora di pranzo, ma l’esame medico-legale stabilì che il suo cuore si era fermato due giorni prima, venerdì 12 maggio, appunto. L’esistenza di una delle più grandi interpreti della nostra canzone era finita ad appena 47 anni. A volte, la ricerca delle parole è solo una furiosa battaglia con la banalità e la retorica. È la parte più odiosa del nostro lavoro. Come si ricorda Mia Martini senza scadere, senza finire per farle, involontariamente, un torto? Proprio con la canzone di quella sera a Cutro. E con un’altra data: 30 gennaio 1982. Era la serata finale del Festival di Sanremo, vinse Riccardo Fogli, che era sulle copertine di tutte le riviste già da una decina di giorni, davanti ad Al Bano e Romina e Drupi. “E non finisce mica il cielo” finì settima, aex-aequo con altri 15 brani, tra i quali “Vado al massimo” di Vasco Rossi. Tre giornalisti accreditati, Gio Alajmo del Gazzettino di Venezia, Cristina Berretta di Famiglia Cristiana, e Santo Strati della Gazzetta del Popolo, trovarono che la lirica di Fossati e l’intensità di quell’interpretazione meritassero un riconoscimento: il premio della critica nacque così. Oggi è il premio Mia Martini.

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