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VIDEO | 36 arresti nell’operazione “Golgota”, che ridisegna la ‘mappa’ dei clan di Isola e San Leonardo di Cutro

L'inchiesta antimafia offre un quadro aggiornato dei rapporti tra i gruppi criminali del Crotonese Scritto da:

Offre un quadro aggiornato della vita criminale del territorio a sud di Crotone l’operazione antimafia “Golgota”, condotta dalla Polizia e coordinata dalla Procura antimafia di Catanzaro. Racconta l’evoluzione dei rapporti tra i gruppi criminali di Isola Capo Rizzuto e San Leonardo di Cutro, per come si sono ridisegnati dopo le operazioni Jonny e Tisifone. Un quadro complesso, mutato più volte nel tempo, che ha evidenziato l’emersione di nuovi gruppi di ‘ndrangheta, di nuovi capi, la loro enorme disponibilità di armi e droga. I cognomi sono gli stessi di sempre (Arena, Nicoscia, Mannolo); le famiglie d’origine sono le stesse; identici gli interessi e la violenza. Ma come sempre accade dopo grosse operazioni di polizia che smantellano i vertici di un clan, elementi nuovi tentano di riorganizzarsi per gestire il traffico di droga, le estorsioni, gli affari della cosca. E contro di loro sono arrivate due grosse operazioni in poco tempo, condotte dalla Guardia di finanza prima, e oggi dalla Polizia.

36 persone arrestate; 67 indagate, a smantellare – ha spiegato il procuratore Nicola Gratteri – due distinte associazioni criminali, con a carico ben 108 capi d’imputazione, dall’associazione mafiosa alle estorsioni, ai reati in materia di armi fino al traffico di droga. Un’indagine molto complessa, durata oltre due anni e nella quale sono state messe in atto azioni di disturbo per impedire alcuni omicidi.

Alcuni arresti sono stati compiuti in altre regioni, a confermare (ove ve ne fosse ancora bisogno) la pervasività della ‘ndrangheta in Italia e nel mondo, come ha spiegato il capo della Direzione Centrale anticrimine Francesco Messina.

I dettagli dell’operazione li ha illustrati il capo della Squadra Mobile di Crotone, Nicola Lelario. Le indagini dell’operazione Tisifone, sugli interessi al nord della cosca di Isola e sui suoi legami con i clan del Crotonese, si sono incrociate con altre indagini su un imponente traffico di droga con epicentro a San Leonardo di Cutro. In particolare le intercettazioni hanno permesso di appurare come la famiglia Mannolo avesse stretti rapporti con soggetti di Crotone e Isolitani nella fornitura di cocaina e marijuana nonché la disponibilità di numerose armi che, nel corso delle indagini, sono state sequestrate nel corso di mirati servizi unitamente alla sostanza stupefacente in occasione dei riscontri effettuati a carico degli acquirenti a loro volta spacciatori. La complessiva attività investigativa permetteva inoltre di accertare l’operatività di diverse associazioni sul territorio crotonese dedite al traffico illecito di sostanze stupefacenti in grado di muovere decine di chili di droga per tutta la penisola nonché avere un vero e proprio spaccato di “storia criminale” della provincia degli ultimi anni corredata da alleanze, rivalità e cambi di strategie.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il direttore del Servizio centrale operativo Fausto Lamparelli ed il questore di Crotone Massimo Gambino.

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