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A capo della cosca Bagalà di Falerna e Nocera Terinese, l’attivissimo ottantenne Carmelo

L'accusa: percepiti anche consistenti finanziamenti pubblici per la ristrutturazione e riattivazione di una struttura alberghiera sita sul litorale tirrenico Scritto da:

«Ne deriva che l’unica misura adeguata a contenere il pericolo di reiterazione dei reati sia quella di massimo rigore, atteso che solo l’allontanamento dell’indagato dal proprio domicilio e dal contesto di appartenenza può essere ritenuto in grado di impedire la ripresa dei contatti malavitosi del circuito ‘ndranghetista nel quale il ricorrente è risultato pacificamente coinvolto, avendo egli acquisito in esso un ruolo di primo piano». Il Gip del Tribunale di Catanzaro sintetizza così, tra l’altro, i motivi per i quali ha disposto, su richiesta della Dda di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, la custodia cautelare in carcere dell’ottantenne Carmelo Bagalà, nativo di Gioia Tauro (Reggio Calabria), ritenuto il capo dell’omonima cosca operante nei territori di Falerna e di Nocera Terinese, area tirrenica lametina. Sempre secondo il Gip, un eventuale ritorno del Bagalà «nel contesto di appartenenza va quindi scongiurato, proprio al fine di impedire il rafforzamento del potere mafioso a lui riconducibile e, come dimostrano le risultanze acquisite nel presente procedimento, risulta ancora diffuso e presente sul territorio». Carmelo Bagalà, secondo l’accusa e ad avviso del Gip Matteo Ferrante, ha una “taratura criminale elevatissima”, è gravemente indiziato di avere un ruolo apicale nell’associazione per delinquere di stampo mafioso, nonché dei delitti di scambio elettorale politico-mafioso, trasferimento fraudolento di valori aggravato dall’agevolazione mafiosa, estorsione pluriaggravata dal metodo mafioso, turbata libertà degli incanti. Gli si contestano, inoltre, oltre la sua “intraneità alla ‘ndrangheta”, “collegamenti con ambienti altamente criminogeni di matrice mafiosa”. Carmelo Bagalà, nonostante la sua età di ultrasettantenne, secondo l’accusa e il Gip «grazie al suo radicamento criminale in quel territorio da oltre un trentennio, forte della sostanziale impunità conseguita sinora, ha contaminato criminalmente ogni aspetto della vita economica, politica ed amministrativa, imponendosi in quei territori come autorità ed alterego dello Stato».
Secondo la Dda di Catanzaro, la cosca guidata da Carmelo Bagalà quale capo storico e attuale, sarebbe legata a stretti rapporti ‘ndranghetistici e co-interessenze con la cosca Iannazzo – Cannizzaro – Daponte di Sambiase/Lamezia Terme, nonché avrebbe relazioni con altre potenti cosche ed organizzazioni criminali della provincia di Vibo Valentia, della Piana di Gioia Tauro, del Cosentino e del Casertano. Attraverso l’utilizzazione di apposite società di capitali e utilizzando prestanome, la cosca secondo l’accusa avrebbe gestito in modo indiretto o diretto diverse attività economiche nel territorio di riferimento di Falerna e Nocera Terinese, percependo anche consistenti finanziamenti pubblici per la ristrutturazione e riattivazione di una struttura alberghiera sita sul litorale tirrenico di riferimento. La base logistico-operativa della cosca sarebbe stata ubicata presso un distributore di carburanti attivo sulla Strada Statale 18.

I contenuti dell’inchiesta sono stati esplicitati questa mattina nel corso di un incontro con i giornalisti svoltosi presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro. Al tavolo della conferenza stampa oltre al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, anche il Procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, e per i Carabinieri il comandante provinciale di Catanzaro, Antonio Montanaro, e il comandante del Gruppo di Lamezia Terme, Sergio Molinari. Si leggano anche i seguenti articoli:

https://www.tgcal24.it/ndrangheta-la-cosca-bagala-e-i-suoi-affari-tra-falerna-e-nocera-terinese-17-arresti-e-2-misure-interdittive/

https://www.tgcal24.it/video-operazione-alibante-le-mani-della-ndrangheta-sul-turismo-ed-i-legami-con-politica-ed-imprenditoria/

https://www.tgcal24.it/estorsioni-nel-catanzarese-blitz-contro-la-cosca-bagala-17-gli-arresti/

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