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A casa 32 infermieri e 10 Oss: situazione esplosiva nel reparto di Emergenza del “Pugliese”

Da oggi, al reparto di Emergenza dell’ospedale “Pugliese” vengono a mancare 32 infermieri e 10 Oss. Una situazione drammatica, che mette in pericolo l’incolumità dei pazienti che si recano al Pronto soccorso. L’allarme viene lanciato dal consigliere regionale Domenico Tallini in una nota.

“Tempi ancora più lunghi al Pronto soccorso con aumento della mortalità – scrive Tallini – ritardi nella somministrazione di farmaci urgenti per fronteggiare ictus e infarti, blocco delle autoambulanze per impossibilità di organizzare il trasbordo sulle lettighe, dilatazione dei già lunghi tempi di attesa per gli interventi chirurgici. Sono questi alcuni dei drammatici e catastrofici effetti del mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato di infermieri e OSS. Oggi, 16 ottobre, anche il secondo contingente di precari va a casa, lasciando l’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” letteralmente allo sbando”. La responsabilità dell’accaduto, afferma Tallini, è da attribuire ai “commissari alla sanità nominati dai Cinquestelle, che incapacità stanno mettendo in ginocchio quel che resta della povera sanità calabrese. Da oggi, verranno a mancare nel solo e strategico reparto di ’emergenza’ – che comprende la rianimazione, la cardiologia, il pronto soccorso, l’Utic e il blocco operatorio – ben 32 infermieri e 10 OSS. Un colpo mortale inferto all’ospedale che dal 1 dicembre sarà costretto a tagliare tutte le prestazioni urgenti. Ora siamo davvero tutti a rischio. Il direttore generale facente funzioni, il dottor Antonio Mantella, è stato costretto a prendere atto di una situazione esplosiva e drammatica, adottando nella giornata di ieri una delibera che suona come una condanna a morte per il “Pugliese-Ciaccio” – prosegue la nota – Il direttore generale non riesce ad ottenere risposte dalla struttura commissariale a cui aveva chiesto la possibilità di mantenere in essere questi contratti a termine. Intanto i cittadini di Catanzaro e della sua provincia rischiano la pelle. Esprimiamo intanto solidarietà alla direzione generale e alla direzione sanitaria dell’Azienda, certamente non responsabili di questo dramma collettivo, ma nel contempo chiediamo che ci sia una forte mobilitazione da parte dei cittadini per costringere i responsabili di questa situazione a trovare le soluzioni più urgenti e adeguate. Occuperemo, se necessario, gli uffici del commissario ad acta, augurandoci una condivisione bipartisan di tutte le forze politiche, dei sindacati, delle associazioni dei malati”

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