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Acque di balneazione: dai prelievi alle analisi, ecco il lavoro dell’Arpacal

Le attività s'intensificano a tutela della salute dei bagnanti Scritto da: REDAZIONE

Dal prelievo delle acque in mare fino alla loro analisi, per concludere con l’invio dei dati al portale della acque di balneazione del ministero della Salute. Assieme ad Arpacal (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) abbiamo seguito l’intero iter legato alle analisi sulle acque di balneazione in Calabria. I tecnici dell’Agenzia ci hanno spiegato passo per passo come si lavora per verificare che le acque in cui facciamo il bagno siano sicure per la salute pubblica.

Prima i prelievi fatti in punti specifici individuati dal ministero, con parametri stabiliti per legge; poi le analisi delle acque effettuate nel laboratorio bionaturalistico e tossicologico dell’Arpacal sull’eventuale presenza di escherichia coli ed enterococchi; infine il trasferimento dei dati al portale della acque di balneazione del ministero della Salute, perché siano resi pubblici.

Ma cosa succede se il livello di inquinamento rilevato supera i limiti di legge? I dati vengono immediatamente comunicati ai Comuni perché inibiscano la balneazione (che potrebbe essere pericolosa per i bagnanti); nel frattempo le analisi vengono ripetute a distanza di poche ore per confermare o meno il livello di inquinamento. Se nel secondo prelievo i dati sono rientrati nella normalità, allora il divieto di balneazione viene revocato; se il secondo prelievo conferma l’inquinamento, si attende altro tempo per rifare le analisi.

Un procedimento scandito da precise indicazioni di legge, pensate ovviamente a tutela della salute pubblica.

Francesca Travierso

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