lunedì, 24 giugno 2024

Aggressione a Davide Ferrerio, in aula l’esame dell’imputato: «Mi hanno mandato allo sbaraglio»

Nicolò Passalacqua è accusato di tentato omicidio aggravato da motivo abbietti e futili per l'aggressione al giovane bolognese avvenuta la scorsa estate

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Udienza davanti GUP di Crotone questa mattina dove è comparso Nicolò Passalacqua, imputato di tentato omicidio aggravato da motivo abbietti e futili per l’aggressione a Davide Ferrerio, il 21enne bolognese picchiato la scorsa estate nel capoluogo pitagorico. In aula Passalacqua – che ha scelto il rito abbreviato – ha reso alcune dichiarazioni in merito a quella tragica sera. A quanto appreso al termine dell’udienza, il ragazzo avrebbe dichiarato: «se avessi avuto intenzione di uccidere, lo avrei colpito (riferendosi a Ferrerio n.d.a.) quando era per terra. Se l’avessi voluto uccidere, avrei portato una pistola o un coltello. Mi reputo una vittima, mi hanno mandato allo sbaraglio (riferendosi alla 17enne ed a sua madre n.d.a.). Davide è una vittima: mi scuso con la sua famiglia, con la popolazione crotonese, bolognese e tutta la popolazione italiana. Dopo l’aggressione ho avuto paura e sono andato a prendermi un cornetto». Sempre a quanto appreso, Passalacqua avrebbe sferrato i colpi perchè «era nervoso».

GUARDA IL VIDEO: Il commento dell’udienza degli avvocati Iannone e Gallo

Il pubblico ministero Pasquale Festa non ha formulato richieste di condanna a seguito dell’esame dell’imputato, per «prepararsi meglio» in vista della prossima udienza – convocata per il 21 aprile – nella quale è prevista la requisitoria, la discussione, e la sentenza del Giudice. Sempre in questa data, a quanto appreso, il difensore di Nicolò Passalacqua – l’avvocato Salvatore Iannone – mosterà in aula il video dell’aggressione a Davide Ferrerio. Sempre il 21 aprile è prevista la decisione sul rinvio a giudizio per gli altri imputati – Anna Perugino e Andrej Gajtu – che hanno scelto anche loro il rito abbreviato. Il 17 aprile, invece, è in programma l’udienza preliminare per Alessandro Curto – considerato il “quinto uomo” della vicenda, ovvero l’uomo che aveva l’appuntamento con la 17enne e che era l’originario destinatario della “spedizione punitiva” – imputato di concorso anomalo in tentato omicidio; il GUP potrebbe chiedere di riunire la sua posizione nel troncone principale del processo.