Cronaca Crotone Notizie Primo Piano Sanità

Aggressioni ai medici, un anno da dimenticare per l’ospedale di Crotone

9 Condivisioni

Un anno da dimenticare per l’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Non parliamo di prestazioni sanitarie, ma delle aggressioni ricevute dal personale che lavora nei vari reparti. Nel solo 2018 sono quattro gli episodi violenti che hanno visto protagonisti medici ed infermieri del nosocomio.

Il primo è avvenuto lo scorso 3 agosto ai danni dell’anestesista Francesco Bossio, malmenato mentre era in servizio nel reparto Rianimazione dai familiari di un paziente, un uomo di 33 anni di Rosarno – ai quali aveva appena comunicato che il loro congiunto era deceduto. Sono stati in particolare due uomini e due donne – tutti originari della provincia di Reggio Calabria – a scagliarsi contro il medico sottoponendolo ad un violento pestaggio, utilizzando qualunque oggetto contundente avessero a portata di mano ed aggredendo anche alcuni infermieri che erano corsi in aiuto della vittima. Soltanto l’intervento degli agenti della Squadra Volanti della Questura, allertati dai sanitari del nosocomio – ha messo fine al pestaggio. Le due donne sono state denunciate a piede libero per lesioni in concorso, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio. L’anestesista, dopo essere stato soccorso dai colleghi, è stato ricoverato nel reparto chirurgia dell’ospedale per un trauma cranico e addominale.

Il secondo episodio si è verificato pochi giorni dopo l’aggressione al dottor Bossio, nella notte tra il 13 e il 14 agosto: a farne le spese è stato un medico del reparto di Chirurgia. Intorno alle 2 di notte, al pronto soccorso si erano presentati un anziano signore insieme alla moglie e al nipotino: l’uomo aveva chiesto di essere ricoverato, ma i sanitari avevano risposto che non ce ne era bisogno. Una volta rientrati a casa, il bimbo ha raccontato al padre che il nonno non sarebbe stato ricoverato; l’uomo – un 42enne pregiudicato e in regime di affidamento in prova ai servizi sociali, con obbligo di permanenza in casa nelle ore notturne – per tutta risposta si precipitò all’ospedale e aggredì il medico prendendolo a pugni.

La terza aggressione è stata registrata il 10 ottobre al pronto soccorso, quando una signorà graffiò un’infermiera poichè il personale presente non avrebbe dato un’aspirina a una ragazza incinta e febbricitante; il genero della donna, in quei precisi istanti, ha anche sfondato una porta.

L’ultimo, in ordine cronologico, ha visto la dottoressa Maria Carmela Calindro protagonista ieri pomeriggio di un’aggressione davanti l’ospedale da parte di un 50enne che l’ha colpita ripetutamente con un cacciavite: a salvarla da questa orrenda situazione, Mustapha El Aoudi, un venditore ambulante che staziona proprio all’ingresso del nosocomio, il quale ha assistito alla scena e ha bloccato l’aggressore.

In tutti questi mesi sia l’Asp che l’Ordine dei Medici di Crotone sono intervenuti a sostegno dei colleghi, condannando tutti i gesti, e proponendo alcune soluzioni, come l’implementazione del sistema di videosorveglianza, o l’intervento di una ronda di guardia notturna. In merito all’ultimo episodio, avvenuto su via IV Novembre ai danni della dottoressa Calindro, in zona non sono presenti videotelecamere. Se non ci fosse stato il venditore ambulante a salvarla, chissà cosa sarebbe potuto succedere.

Di sicuro occorrerebbe trovare una soluzione per la sicurezza degli operatori sanitari, ma anche un po’ più di sale in zucca per chi si presenta all’ospedale con brutte intenzioni.