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Amianto, la denuncia di Legambiente sui ritardi dell’Italia

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Le procedure di bonifica e rimozione dall’amianto in Italia sono ancora in forte ritardo: sono 6.869 gli edifici pubblici e privati bonificati ad oggi, su un totale di 370.000. È questa la fotografia scattata dal dossier “Liberi dell’amianto? I ritardi dei Piani regionali, delle bonifiche e delle alternative alle discariche”, realizzato da Legambiente e presentato in vista della giornata mondiale delle vittime dell’amianto, che si celebrerà il 28 aprile. Sul territorio nazionale sono 370mila le strutture dove è presente amianto, censite al 2018 dalle Regioni, per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture. Di queste 370mila strutture, 20.296 sono siti industriali, 50.744 sono edifici pubblici, 214.469 sono edifici privati, 65.593 le coperture in cemento amianto e 18.945 altra tipologia di siti. Il piano regionale per la rimozione di questo materiale, previsto dalle L.257/92, nel 2018 deve essere ancora approvato in due regioni, il Lazio e la Provincia Autonoma di Trento. Resta indefinita la situazione di Abruzzo, Calabria e Molise, che non hanno risposto a Legambiente. Le attività di censimento sono state completate da 6 Regioni su 15 (Campania, Emilia Romagna, Marche – solo per edifici pubblici e imprese -, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta), mentre 9 Regioni su 15 hanno dichiarato che è ancora in corso la procedura di censimento. Non sono sufficienti gli impianti di smaltimento presenti e previsti sul territorio. Le regioni dotate di almeno un impianto specifico per l’amianto sono solo 8, per un totale di 18 impianti: in Sardegna e Piemonte ce ne sono 4, 3 in Lombardia e 2 in Basilicata ed Emilia Romagna. Uno solo l’impianto esistente in Friuli Venezia Giulia, Puglia e nella Provincia Autonoma di Bolzano. Ad oggi gli impianti sono quasi pieni. Stando agli ultimi dati dell’INAIL, in Italia sono 21.463 i casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2012, e oltre 6mila morti all’anno. I territori più colpiti sono Lombardia (4.215 casi rilevati), Piemonte (3.560), Liguria (2.314), Emilia Romagna (2.016), Veneto (1.743), Toscana (1.311), Sicilia (1.141), Campania (1.139) e Friuli Venezia Giulia (1.006). (Ansa)

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