Attualità Notizie Politica Reggio Calabria TICKERS

Amministrative a Reggio, Marcianò: «Rifiuto ogni possibilità di apparentamento»

La candidata sindaco della città sullo Stretto analizza con un lungo posto su Facebook la campagna elettorale e le votazioni. E non manca l'amarezza
«“’Ndrangheta” e Massoneria deviata continuano a determinare le sorti della città, ma stavolta, come mai prima è successo nella storia di Reggio, noi da soli, con il nostro solitario coraggio di persone isolate, le abbiamo svilite e umiliate, anche se ci è mancata la forza per sconfiggerle. Abbiamo ridicolizzato tutti coloro che hanno cercato di sminuire la forza dirompente del nostro messaggio di libertà e di indipendenza». Lo ha dichiarato in un lungo post su Facebook la candidata a sindaco reggina Angela Marcianò, analizzando – con un pizzico di amarezza – la campagna elettorale e la tornata dello scorso fine settimana.
«Adesso – continua – a campagna elettorale finita, non posso che “ringraziare” tutti coloro che hanno censurato ogni singola quotidiana iniziativa volta a far emergere un’alternativa per il bene della città. Siamo stati circondati dall’ostilità e dall’ostracismo, non è stato pubblicato né mandato in onda nulla che ci riguardasse e divulgasse le nostre idee, se non e soltanto le offese volgari e gratuite che altri strumentalmente ci hanno rivolto! Non una parola è stata spesa o scritta sul nostro programma, sulle nostre iniziative nulla è stato reso noto alla collettività, la strategia del silenzio è stata lo scenario utilizzato per vanificare a nostra eroica battaglia!»
«Non nascondo – continua la Marcianò – la mia delusione nei confronti di chi si è prestato (e ringrazio i pochissimi che non lo hanno fatto) a certe bassezze elettorali, rendendo un pessimo servizio alla città, e se non li scuso perché hanno tradito la loro deontologia, comprendo senza poterla giustificare, la loro condizione di sudditanza ai “poteri” politici forti che non li rende liberi. Rispondo poi con un sorriso di compatimento ai tentativi di vario tipo di sminuire la mia credibilità, assegnandomi, secondo la convenienza, etichette improbabili, di volta in volta, da parte della coalizione di centrodestra, di comunista organica al PD e, da parte della coalizione di centrosinistra, di fascista. Per il ballottaggio invece andrei benissimo ad entrambe le coalizioni! Come dimenticare le persone che hanno fatto battaglie per me, e poi si sono prostituite e messe al servizio dell’attuale Sindaco, impinguandone la rozza brigata, per la promessa di qualche briciola di pane, poveri mendicanti inginocchiati al tavolo di Epulone».
«Comprendo pure – scrive la candidata sindaco reggina – che, non potendo scontentare i padroncini di turno, sedicenti femministe e pseudocomitati per le pari opportunità (con esclusione di qualche voce singola) hanno “dimenticato” di porgermi doverosa solidarietà, anche in un semplice comunicato, dopo l’attacco pornografico alla mia persona. Allo stesso modo in cui garanti dei minori, tali diventati senza nemmeno sapere di esserlo, ovviamente appena nominati, sono stati utilizzati per dire che la Marcianò sfrutta il suo bambino in campagna elettorale, e tanto perchè era raffigurato in una foto, sorridente tra le mie braccia, quando indossava una maglietta reclamizzata, che era il dono spiritoso di miei parenti! Miserie morali di gente senza dignità che si illude o meglio finge di avere vinto!»
«I manifesti che pubblicizzavano le mie iniziative sono stati puntualmente staccati appena affissi – afferma Angela Maricanò – sono state strappate centinaia di locandine per impedire che la gente venisse ad ascoltarmi, perché nessuno spazio doveva esserci per la Marcianò, “qui non vi dovete presentare” hanno detto o lasciato detto gli amici degli amici. Pure il video sul voto disgiunto è stato ignorato dai mezzi di informazione telematici locali e ciò ha portato alla conseguenza che migliaia di schede sono state annullate ed altrettanti voti alla mia persona non mi sono stati attribuiti per presunte irregolarità solo formali, in seggi elettorali composti da nuclei familiari indicati dagli attuali consiglieri comunali».
«I leaders politici nazionali – dichiara – tali solo per caso, che sono arrivati a Reggio a spese dei partiti per sostenerli e sponsorizzarli sono gli stessi che, a buona ragione, prima hanno sparlato di loro in mia presenza, anche in sedi pubbliche, sottolineandone le conclamate incapacità. I capetti locali dei partiti sia di destra che di sinistra, quelli che adesso dichiarano coram populo di essere soddisfatti e contano sul pallottoliere il loro “pacchetto” di voti, dicono di credere o meglio vogliono far credere alla gente di essere stati confermati dal consenso popolare, pur confessando implicitamente di essere gregge senza pastore, e non risparmiano il loro disprezzo al loro candidato a Sindaco.
Ma, se non ci è mancato il coraggio, purtroppo non abbiamo avuto il tempo e le risorse umane ed economiche per far pervenire a tutti il nostro messaggio. Se solo tanta gente fosse stata affrancata dalla necessità di un posto di lavoro, che ancora i neo eletti promettono senza provarne vergogna, tutto il vecchio establishment sarebbe stato polverizzato. Basta leggere i nomi dei candidati per constatare quanti di questi sono stati assunti o sono in attesa di assunzione o di qualche altro beneficio».
Una voce girava in tutti gli ambienti, che cioè votare Marcianò era inutile perché al massimo sarebbe arrivata al 3 per cento dei voti – puntualizza la Marcianò – la città ha risposto ben diversamente, assegnandomi oltre 13.000 preferenze, quando concorrevo con quattro liste di supporto che nell’insieme, erano composte da appena un centinaio di candidati, ossia un sesto delle altre truppe cammellate, che schieravano più di seicento candidati. Ora che è finito il primo turno, memore delle esperienze passate, non cadrò di nuovo in errore, e resisterò ad ogni lusinga, rifiutando deleghe o assessorati, perché l’esperienza mi insegna che non mi verrebbe garantita la necessaria autonomia per poter cambiare questo apparato corrotto ed inefficiente.  Per queste ragioni rifiuto ogni possibilità di apparentamento, a qualunque condizione. Confermo con questa scelta, se mai qualcuno ancora ne dubitasse, che non ho mai cercato benefici personali durante la mia passata esperienza di amministratrice. Volevo invece il riscatto della mia Città, che la passata gestione ha già dimostrato ampiamente di non volere né potere garantire».
«Per chiarezza – conclude – in questi ultimi giorni pur avendo ricevuto diverse richieste in tal senso, non ho volutamente incontrato nessuno per qualsivoglia trattativa o accordo di nessun tipo ! Se ho ritardato a scrivere è solo ed esclusivamente perché ho ripreso a lavorare immediatamente ed i miei studenti mi aspettavano per fare esami.
Per comprendere fino in fondo il sentimento che mi sta pervadendo nello scrivere queste parole, Vi invito per un solo istante a guardare il video del mio comizio finale a Piazza Duomo, una piazza affollata di gente meravigliosa e autenticamente libera e non truppe richiamate perentoriamente all’adunata come anonimi soldati senza dignità. 13.165 volte grazie e grazie anche alle migliaia di elettori che hanno sbagliato, per inesperienza, il voto disgiunto; quel voto per me vale comunque, perché é un voto per Reggio. I voti a me dati sono voti di stima, di cuore, senza clientela, senza voto di scambio, senza ricatti, senza sponsor, con la censura di quasi tutti gli organi di stampa e soprattutto senza massondrangheta a fare da regia. Noi abbiamo già vinto e ringrazio affettuosamente la mia squadra e il mio gruppo di lavoro, perché solo grazie a noi la Città per la prima volta nella sua storia recente ha avuto ed ha scelto un’ alternativa, e almeno al primo turno ha fermato il “sistema”, mettendolo decisamente in crisi».
1 Condivisioni
Condividi su Whatsapp