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Analisi del voto regionale: in sette anni il Pd ha perso 85.000 voti, passando dal 23,67 al 15,19% (-8,48 punti percentuali)

Nella coalizione di centrosinistra molto modesta la performance dei 5Stelle, mentre il Psi è rimasto bloccato sotto l'1%. Risicatissimo risultato per Mario Oliverio: 1,69% Scritto da: REDAZIONE

Il Pd, principale partito del centrosinistra, alle elezioni regionali del 3 e 4 ottobre 2021 ha perso 2,1 punti percentuali. In valore assoluto il partito guidato da Enrico Letta è passato dalle 118.249 preferenze del 2020 (15,19%) alle 100.437 del 2021 (13,18%), perdendo quindi quasi 18.000 voti di lista. Ma se guardiamo alle regionali del 23 novembre 2014 il crollo di consensi del Pd risulterà ancora più evidente. Sette anni fa, infatti, il Pd in Calabria conquistò il 23,67%, pari a 185.209 preferenze. In un settennio, quindi, il Pd ha smarrito circa 85.000 voti. Il netto arretramento è l’inevitabile conseguenza anche di un notevole sfilacciamento politico interno, caratterizzato anche da aspri confronti dialettici che spesso appaiono sulla stampa. Ai cinque eletti in Consiglio regionale sotto il simbolo del partito spetterà il compito, assieme alla dirigenza regionale, di riallacciare i troppi fili spezzati con simpatizzanti ed elettori. Nel centrosinistra calabrese il Pd non ha alleati forti. I 5Stelle si sono fermati a un modesto 6,48%, mentre il Psi, che ha nel simbolo il tradizionale garofano socialista, non è riuscito neanche a raggiungere la soglia dell’1,0%, fermandosi allo 0,92. Deludente anche la performance della lista targata Tansi, Tesoro Calabria, fermatasi al 2,28%, peraltro senza riuscire a conquistare neanche un seggio. La lista Europa Verde è rimasta sotto il mezzo punto percentuale. Onere del Pd, pertanto, tentare di risollevare le sorti di un centrosinistra calabrese in aperta crisi politica. Una crisi testimoniata anche dal risicatissimo risultato della lista guidata dall’ex presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha racimolato appena l’1,68%. Oliverio farebbe bene a meditare di più sul ruolo politico che ha svolto negli anni in cui è stato al vertice del potere! Molto probabilmente sarà il rinnovamento dei gruppi dirigenti una delle carte da giocare per ritornare ai fasti di un tempo. Ma il rinnovamento non è sufficiente senza il supporto di un’adeguata elaborazione politico-programmatica. Nel Pd calabrese si parla di congressi da svolgere. Basterà la conta di militanti e tessere? Forse il primo passo da compiere sarebbe quello di recuperare pienamente lo spirito, aggiornando i contenuti, di una forza politica che ha radici nel Pci!

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