Cronaca Italia Notizie

Ancora morti sul lavoro in Italia: sono 212 le vittime nel primo trimestre del 2019

Scritto da:

Primo trimestre 2019, ancora morti sul lavoro in italia: 212 vittime. E’ lo stesso bilancio del 2018, e la flessione registrata nei primi due mesi dell’anno sembra essere svanita nel nulla. Sono 144 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 68 quelli in itinere. Sono questi i dati forniti dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre. Lombardia, Sicilia, Lazio e Veneto le regioni in cui si rileva il maggior numero di decessi in occasione di lavoro. E il podio non cambia anche osservando il numero complessivo di vittime, comprese quelle in itinere. Roma, Milano, Firenze, Vicenza, Bolzano, Cuneo, Napoli, Palermo e Torino le province più colpite dagli infortuni mortali in occasione di lavoro. Due morti su dieci sono stranieri (18,1% del totale). La fascia d’età più “fragile” e colpita è quella che va dai 45 ai 54 anni.

«La stabilità dell’emergenza indicata dai numeri non può essere certo considerata come una positiva, o confortante, proiezione delle statistiche sulla mortalità. L’unico vero dato è che il decremento registrato nei primi due mesi del 2019 si è smarrito già nel terzo mese dell’anno. E, così, si continua a morire, troppo, in un Paese come l’Italia in cui non mancano le regole, né i percorsi formativi per applicarle. Vorrei ricordare che tutte le morti in occasione di lavoro potrebbero essere evitate con un corretto approccio aziendale nei confronti della sicurezza dei lavoratori». E’ il commento di Federico Maritan, direttore dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, innanzi all’ultima indagine – elaborata sulla base dei più recenti dati Inail.

Non cambia troppo neppure la graduatoria delle regioni in cui si muore di più. La Lombardia, infatti, continua a guidare tristemente la classifica della Penisola con 22 decessi rilevati in occasione di lavoro, seguita da Sicilia e Lazio con 14 infortuni mortali e dal Veneto con 13 vittime. Seguono: Campania ed Emilia Romagna (12), Piemonte (11), Toscana (9), Puglia (7), Trentino e Abruzzo (5), Basilicata (4), Umbria, Sardegna, Liguria, Marche (3), Calabria (2), Molise e Friuli Venezia Giulia (1). L’incidenza più alta della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, invece, viene rilevata in Basilicata con un indice pari a 21,2 (più del triplo della media nazionale). Ed è seguita dalla Sicilia, dal Trentino Alto Adige e dall’Abruzzo (con un indice di 10,2).

Ad indossare, poi, le maglie nere nella classifica provinciale per numero di morti in occasione di lavoro nel primo trimestre 2019 sono: Roma (8), Milano (7), Firenze e Vicenza (5), Bolzano, Cuneo, Napoli, Palermo e Torino (4). Oltre la metà delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 64 anni. Le donne che hanno perso la vita nel primo trimestre del 2019 sono 15 (3 in occasione di lavoro e 12 in itinere). Ad emergere anche nel primo trimestre 2019, inoltre, è il dato sulle vittime straniere. Ebbene, come nel primo bimestre, anche nei primi tre mesi il risultato appare piuttosto drammatico. Sono, infatti, 26 gli stranieri che hanno perso la vita nel nostro Paese in occasione di lavoro e 16 in itinere. E a contare più vittime straniere è il Centro Italia con 9 infortuni mortali in occasione di lavoro su un totale di 26.

Il settore più colpito è quello delle attività manifatturiere (18 decessi), seguito da quello delle costruzioni e da quello dei trasporti (17) e dal commercio (10). Il giorno in cui si verifica il maggior numero di incidenti mortali continua ad essere il martedì. Intanto, ad aumentare nel nostro Paese sono anche gli infortuni non mortali: dal primo trimestre 2018 al 2019 sono passati da 154.820 a 157.715. A Nordest il dato peggiore con 49.186 infortuni, seguito dal Nord Ovest (47.825). Prima per numero di infortuni la Lombardia (30.061), seguita da Emilia Romagna (20.428) e Veneto (18.701).

Condividi su Whatsapp
6 Condivisioni

 

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA