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Anomalie nel sistema veterinario: parlamentari calabresi scrivono all’Anac

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Le parlamentari crotonesi Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado si sono rivolte all’Anticorruzione nazionale per fare luce su alcune anomalie riscontrate nel servizio veterinario dell’Asp di Crotone. Così come hanno spiegato in una nota stampa: «segnalano, in particolare, come dal 2012 al 2014, un medico veterinario dirigente sia stato nominato Direttore Facente Funzioni a capo dell’Area A (Sanità animale) pur avendo riportato a settembre 2012 una condanna penale per Falso Ideologico ed Interruzione di Pubblico Servizio. Nonostante ciò, lo stesso nell’ aprile 2014 depositava all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone una dichiarazione sostitutiva di certificazione nella quale attestava falsamente di non incorrere in alcuna delle condizioni di incompatibilità ed inconferibilità, nonostante la condanna subita. Ennesima irregolarità ravvisata è che detto incarico gli è stato rinnovato per ben 4 volte, con palese violazione della legge​, che prevede che lo stesso possa durare massimo sei mesi, prorogabili per ulteriori sei in casi straordinari. Dal 2014, pur in assenza di proroghe ufficiali, lo stesso medico veterinario è rimasto comunque a dirigere l’Area A, fino ad oggi, nonostante un avviso interno bandito nel marzo 2015 dall’ASP di Crotone, a cui non è seguita alcuna nomina, pur essendo state valutate le 4 domande pervenute. Andata in prescrizione la condanna nel  2017, nel marzo scorso l’Azienda Sanitaria ha emanato un secondo bando interno per individuare un Direttore per ognuna delle  tre Aree dei Servizi Veterinari, che non vede ancora l’assegnazione di alcuna nomina pur essendo scaduto da più tre mesi. All’attenzione dell’Anac le pentastellate portano anche l’enorme danno economico che le accertate inadempienze del Dirigente potrebbero arrecare all’ASP di Crotone, citata in giudizio per un risarcimento danni dell’ammontare di circa 1 milione di euro». La questione del risarcimento è stata anche attenzionata anche dalla Commissione Anti-’ndrangheta Regionale.

“Questa – hanno spiegato Barbuto e Corrado – vuole essere la prima di una serie di iniziative intese a portare alla luce, nella Sanità pubblica, torbidi meccanismi radicatisi negli anni con la complicità di alcuni funzionari e dirigenti che per fini personalistici hanno minato l’interesse collettivo, con gravi ripercussioni su un servizio fondamentale come quello della  Tutela della salute pubblica.”

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