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Anpi e prefetto Ferrandino: “Ricordare e studiare, perché ciò che è accaduto non si ripeta”

Non solo raccontare ma soprattutto approfondire, condividere, analizzare perché quello che è accaduto non si ripeta, per inoculare gli anticorpi contro ogni forma di violenza e prevaricazione, e per difendere e rafforzare la libertà e la democrazia. In vista del 74° anniversario della Liberazione, l’Associazione nazionale Partigiani ed il prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, hanno incontrato i componenti della Consulta provinciale studentesca ed i giovani di diversi istituti per discutere con loro del periodo storico in cui maturò la dittatura fascista e scaturirono gli abomini che hanno segnato per sempre la storia moderna, dalle leggi razziali alla discriminazione nei confronti di ebrei, rom ed altre minoranze, alla soppressione dei diritti e della dissidenza. Mantenere viva la memoria della Liberazione, sostiene il prefetto Ferrandino, è importante perché i giovani sappiano che la libertà di cui oggi godono è stata ottenuta grazie al sacrificio di tanti uomini e donne, e comprendano che il confronto costante con questi temi è l’unico modo per evitare che quel che accadde in quegli anni non venga dimenticato

Per il presidente dell’Anpi di Catanzaro, Mario Vallone, l’esercizio della memoria è il miglior modo di tenere alta l’attenzione contro quella che definisce una paurosa tendenza alla dimenticanza, per acquisire la consapevolezza necessaria per condannare frasi ed atteggiamenti che ricorrono sempre più spesso e per fare in modo di rispettare il dettato costituzionale che invita alla solidarietà, all’accoglienza e all’integrazione, sentimenti con cui sono state del resto accolte intere generazioni d’italiani costretti ad emigrare, specie nell’immediato dopoguerra…

Sempre di più, in futuro, dovranno essere i giovani a fare la differenza, unendosi per una celebrazione del 25 aprile consapevole ed attualizzata, ed è per questo che l’incontro nella Sala del Tricolore della Prefettura ha rappresentato il coronamento di un percorso che ha portato gli studenti delle scuole del Catanzarese a visitare i luoghi della prima guerra mondiale, delle stragi nazi-fasciste e dei massacri delle foibe, come sottolinea la responsabile per l’Ufficio scolastico regionale delle Consulte studentesche, Franca Falduto.

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