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Antimafia a Crotone: tra i temi analizzati anche quello legato alla bonifica dell’ex area industriale

I fondi del PNRR devono essere utilizzati per «risolvere questa problematica che condiziona la vita dei crotonesi» Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Non solo usura, criminalità organizzata tra capoluogo e provincia, “appetiti” sui fondi del PNRR, rafforzamento degli organici di forze dell”ordine, Procura e Tribunale, ma anche occhi puntati sulla bonifica ed i crimini ambientali: sono i temi emersi durante le audizioni della Commissione parlamentare Antimafia a Crotone. «Questo è un territorio che, in passato, è stato funestato da reati ambientali gravissimi, tant’è che in città annoverate problemi di bonifica enormi. Se i reati ambientali dovessero, come è ad oggi, esser passibili di improcedibilità – seppure in secondo o terzo grado – i criminali ambientali, come ovvio, avranno ancora più facilità nell’eludere la norma»: lo ha dichiarato il presidente della bicamerale Nicola Morra ai giornalisti.

Sullo stesso tema è intervenuta la senatrice Margherita Corrado: «Si è parlato di bonifica. Il prefetto ci ha preparato, oltre alla relazione generale che viene fatta in questi casi per la Commissione, anche un fascicolo sulle bonifiche in corso; ha accennato sia alla bonifica del Sin (Sito di Interesse nazionale, ex zona industriale di località Passovecchio n.d.r.), sia quella del Castello (di Carlo V n.d.r.), e in generale a tutte quelle che sono le difficoltà che ha questa città a convivere questo lascito, purtroppo, negativo che i settant’anni di industrializzazione ci hanno lasciato, e con cui dobbiamo fare i conti. Dobbiamo cercare di “approfittare” delle nuove opportunità che ci saranno con il PNRR per cercare di risolvere questa tematica che, altrimenti, condiziona moltissimo la vita dei crotonesi». «Sappiamo che c’è grande attenzione ed appetito sulla green economy in questa fase, soprattutto attraverso i fondi del PNRR che arriveranno – ha affermato la deputata e segretaria della Commissione Wanda Ferro – sappiamo che Crotone e provincia pagano un prezzo alto da 20 anni per la bonifica; uno dei problemi sarà quello di togliere con la bonifica tutto l’amianto, e la regione più vicina è il Piemonte. Sappiamo i costi e le tecniche di incapsulamento, ma dobbiamo preservare i cittadini pensando che la salute, non solo con il Covid, è un bene che va sempre tutelato, a costo di qualunque cosa».

«Abbiamo riferito su quella che è l’attività della prefettura – ha dichiarato ai giornalisti il prefetto Maria Carolina Ippolito, in merito al dossier bonifica – non abbiamo tecnici, però vi siede una commissione che, quando vengono predisposti questi progetti per la bonifica, dà un parere: per esempio, per quanto riguarda lo smaltimento del materiale di alcune discariche – amianto e Tenorm – ha dato delle disposizioni su come proseguire. Di fatto questa attività al momento è bloccata perchè c’è il provvedimento della Regione che impedisce il conferimento nelle discariche della Calabria; la discarica più vicina, al momento, sarebbe in Piemonte. Proprio l’11 ottobre si è tenuta una riunione, alla presenza di Eni, durante la quale si sta programmando – eventualmente – lo spostamento, e con quali condizioni deve avvenire, in province così lontane da Crotone».

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