Bonifica a Crotone, i dubbi delle associazioni sul Pob fase due

Ieri pomeriggio si è tenuto a Crotone un incontro organizzato dall’associazione Le colline dei veleni con la fondazione Santa Critelli in merito alla bonifica dell’ex area industriale pitagorica, anche e soprattutto a margine dell’approvazione da parte della conferenza dei servizi al Ministero dell’Ambiente della fase due del Piano Operativo di Bonifica, avvenuto lo scorso 24 ottobre. Un incontro – a quanto appreso – voluto per capirci di più e per confrontarsi con la comunità: a relazionare in merito, l’ingegnere Vincenzo Voce de La collina dei veleni, Tina De Raffaele di Crotone ci mette la faccia, Alessandra Costarella di Restart Kroton, introdotti da Antonio Arcuri della Santa Critelli, e moderati dalla giornalista Antonella Marazziti.

«Non sarà nemmeno una buona messa in sicurezza permanente – ha dichiarato Voce – le criticità sono al 90% nel sito di Pertusola dove c’è una vastissima area, circa 25 ettari, usata come sito di stoccaggio delle ferriti di zinco, per cui la contaminazione è arrivata fino in profondità. Questo implica che, in base al Pob fase 2, non sarà rispettata l’analisi di rischio sitospecifica, ovvero un’analisi che valuta il rischio cancerogeno degli inquinanti nel lungo periodo: l’analisi di rischio di Syndial (la controllata di Eni che deve bonificare il sito n.d.r.) ha determinato che nel primo strato di un metro del sito di Pertusola, il cadmio deve esser di valore 15 milligrammi per chilogrammo, l’arsenico 50, e il piombo 1000. Quei suoli resteranno con cadmio a 2000, piombo 10000: quindi, l’analisi di rischio non sarà rispettata. Inoltre, gran parte del sito di Pertusola sarà messo in sicurezza permanente, ma questa procedura – benchè sia legale – si fa quando non ci sono tecnologie idonee a rimuovere gli inquinanti. Il nodo fondamentale è quello della mancata messa in sicurezza permanente: Ispra, nelle conferenze di servizi, hanno fatto presente che una parte di quei suoli che ricadono nell’area ex Impianti, contengono dei rifiuti – “materiali di riporto” – a contatto con la falda. La stessa, salendo in inverno, li diffonde, e dunque verrà meno anche la messa in sicurezza permanente».

Sul tema della bonifica se ne stanno occupando anche molti studenti pitagorici che hanno formato il gruppo Restart Kroton, voluto per capirci di più, e che di recente ha anche interpellato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: «non vogliamo andare via dalla nostra terra – ha dichiarato Alessandra Costarella – vogliamo che ritorni a come era prima. Non siamo tecnici, ma cittadini: basta prendere i dati con la consapevolezza e la voglia di dare delle risposte, prendere informazioni che non ci vogliono dare». Un dato allarmante nel territorio crotonese, soprattutto negli ultimi anni, è l’aumento dei morti e dei casi tumori – anche se, è giusto sottolinearlo, non c’è una correlazione scientifica tra la presenza delle fabbriche e dei veleni, e questi casi. «Bastano i numeri dei malati – ha dichiarato Tina De Raffaele – i numeri dei decessi, e i numeri dei nuovi casi di tumore. Non possiamo dimostrarlo scientificamente, però l’incidenza tumorale è alta». Crotone ci mette la faccia è un gruppo di persone che ha visto e vede da vicino quanto male sta facendo il cancro a Crotone, ed è stata la prima associazione che ha rotto il silenzio sulla malattia, facendo venir fuori questa problematica: «dopo la nostra battaglia – ha affermato – il tabù della malattia è caduto e sta uscendo fuori qualcosa di veramente pauroso».

Giuseppe Laratta