Catanzaro, allerta valanghe: intesa tra Arpacal e Carabinieri Forestale (VIDEO)

La Calabria è la prima regione italiana in cui l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ed il comando regionale dei Carabinieri Forestali siglano un protocollo di collaborazione per implementare il sistema di allertamento meteo, in particolare contro il rischio valanghe, che a livello nazionale è gestito da Meteomont, il sistema che fa capo alla sala operativa del Comando generale dell’Arma. Il centro funzionale multirischi dell’Arpacal curerà le fasi operative dell’accordo, mettendo a punto una rete di sensori che segnaleranno eventuali situazioni di pericolo. Con quest’intesa, la Calabria dà seguito alla direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri che fornisce gli indirizzi operativi per la gestione del sistema di allertamento e per la pianificazione degli interventi di protezione civile nell’ambito del rischio valanghe, precedendo anche le regioni dell’arco alpino, che tradizionalmente sono quelle più esposte a questo problema. Il rischio valanghe, rispetto ad altri, è finora stato sottovalutato come dimostra la tragedia dell’albergo di Rigopiano, del gennaio 2017. Chiaramente, questo protocollo d’intesa ha come scopo prioritario la salvaguardia della vita e del territorio in una regione in cui i fattori di rischio naturale incidono più che altrove sulla sicurezza dei cittadini, specie per le popolazioni che vivono nelle aree rurali e montane. Più in dettaglio, l’accordo permetterà di integrare la rete nazionale del servizio Meteomont, già presente, con la rete di sensori ad alta tecnologia che sarà messa a punto dall’Arpacal, il che consentirà di disporre di una più ampia base dati utile sia ai fini delle previsioni che della prevenzione del rischio per i territori. In base ai dati, verranno emessi bollettini giornalieri sulle eventuali criticità, così come avviene per le previsioni meteo. Sarà poi competenza della presidenza della regione dichiarare i diversi livelli di allerta, analogamente a quanto accade per il rischio meteo, idrogeologico ed idraulico. Infine, dopo aver approfondito gli studi sulla pericolosità, entro due anni le regioni dovranno definire, in accordo coi comuni, una prima mappatura delle aree soggette a rischio valanghe e dovranno emanare le direttive per l’allertamento e gli indirizzi per la pianificazione provinciale. Dunque, anticipare gli eventi calamitosi sulla base delle conoscenze tecnico-scientifiche minimizzando l’impatto sul territorio ed i possibili effetti sulle persone e sulle cose.