giovedì, 13 giugno 2024

Assaltarono un portavalori a Melicuccà nel 2019: eseguite sette misure cautelari (VIDEO)

Operazione dei Carabinieri con il coordinamento della Procura di Palmi: il bottino fu di 700mila euro

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip di Palmi nei confronti di 7 persone, ritenute responsabili a vario titolo di diversi reati in materia di armi e ordigni esplosivi, lesioni personali aggravate, danneggiamento, furto e ricettazione, e rapina. Con l’operazione, denominata Terramala, i carabinieri ritengono di avere disarticolato la banda che, nel 2019, a Melicuccà, assaltò un furgone portavalori e un ufficio postale, impossessandosi di 627 mila euro e di una pistola in dotazione ad una delle guardie giurate, rinvenuta a seguito del sopralluogo in località “Terramala” presso il comune di Seminara. (LEGGI LA NOTIZIA). Nell’occasione furono sparati anche colpi d’arma da fuoco. L’odierna operazione è l’esito di una complessa attività investigativa, che ha consentito di individuare un gruppo criminale fortemente radicato nei territori di San Procopio, Seminara, Sinopoli, ritenuto responsabile di diversi reati, in particolare rapine. In particolare si fa riferimento alla rapina avvenuta nel 2019 ai danni di un furgone portavalori della ditta SicurTransport. Un evento criminale, all’epoca, attuato tramite modalità paramilitari, tipiche di una imboscata, dietro precisa pianificazione: il blocco della carreggiata con l’abbattimento di alberi, l’uso di passamontagna e vari colpi di armi da fuoco, comuni e da guerra, quali fucili d’assalto AK-47 Kalashnikov, per arrestare la marcia del furgone, e l’utilizzo di autovetture per darsi alla fuga, poi risultate rubate. Tre dei sette componenti della banda vengono indicati come gli esecutori materiali. Soggetti dotati di particolare abilità criminale, riferiscono gli inquirenti, capaci di condotte particolarmente violente e spregiudicati nel conseguire i loro intenti. Alcuni dei membri del gruppo si trovano già in stato di detenzione, poiché tratti in arresto tra dicembre 2019 e febbraio 2021. Gli accertamenti dei carabinieri che hanno permesso di catturare tutti i componenti della banda sono scaturiti da un tentativo di rapina avvenuto ad ottobre 2019 all’ufficio postale di Rosalì, frazione di Reggio Calabria. Ciò aveva consentito di smantellare in parte la banda, tra cui il capo, che inizialmente si era reso irreperibile con la complicità del resto del gruppo, salvo poi essere arrestato nel dicembre 2019. Oltre ad armi, munizioni, macchinari agricoli utilizzati nel corso degli assalti e droga, i militari dell’Arma hanno rinvenuto formule e riti riconducibili ad affiliazione ‘ndranghetista e pizzini relative a somme di denaro per un totale di 90.000 euro, probabilmente la somma pro capite della spartizione del bottino relativo all’assalto al portavalori. Oltre a ciò, le acquisizioni documentali e gli accertamenti patrimoniali svolti, hanno consentito di documentare una sproporzionata disponibilità economica e di stile di vita dei soggetti coinvolti rispetto a redditi dichiarati.