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Assunzioni “last minute”, la Regione stabilizza lavoratori a fine legislatura: le reazioni dal mondo politico

La Regione Calabria ha proceduto alla stabilizzazione di personale a tempo determinato, su base fiduciaria: a “finanziare” questa operazione, ci sarebbe la cifra di 1 milione di euro per giornalisti, esperti di biodiversità, operatori del settore turismo. I giornalisti sono otto in totale assunti con contratti di lavoro flessibile e impiegati nel dipartimento Presidenza. Nelle venti unità di categoria D figurano due dipendenti in servizio al dipartimento Tutela della salute, uno impiegato al dipartimento Organizzazione e Risorse Umane e cinque insediate al dipartimento Ambiente.  Altri quattro svolgono le loro mansioni ma con contratto a tempo determinato al dipartimento Turismo e Spettacolo con il ruolo “strategico” di “rilevare il movimento dei clienti negli esercizi ricettivi”.

«Non è chiaro – ha dichiarato in una nota la deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro – se le procedure siano avvenute nel rispetto dei criteri imposti dalla legge in materia di stabilizzazione: il primo programma triennale del fabbisogno 2019/2021 ha, di fatto, permesso di stabilizzare, senza nessun concorso pubblico e con l’aumento delle spese del bilancio regionale, fedelissimi e accoliti dell’amministrazione uscente. I giornalisti esterni, ad esempio, verrebbero considerati precari quando in realtà sono in possesso di un contratto fiduciario che li esclude dalle procedure previste dalla legge Madia». Per la Ferro, sempre quanto riporta un comunicato, «tale situazione, se accertata, viola palesemente gli artt. 3 e 97 della Costituzione e sancisce un atto di prepotenza verso tutti gli altri aventi diritto in possesso dei requisiti per poter accedere alla stabilizzazione. Ma vi è di più. L’Ufficio di Presidenza dello scorso 22 ottobre ha modificato il regolamento degli uffici e dei servizi, attribuendo in modo articolato funzioni diverse al segretario/direttore generale, con conseguente raddoppio della spesa, soldi che dovranno sborsare i cittadini e in barba ai rilievi della Corte dei Conti sugli sperperi del bilancio regionale. In particolare, il nuovo regolamento ha introdotto la possibilità di proroga quinquennale per l’attuale segretario/direttore generale, prevedendo che la nomina di tutta la burocrazia apicale possa avvenire attraverso le deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza, un organismo in scadenza di mandato che potrebbe imporre i suoi uomini al nuovo Ufficio di Presidenza risultante dalle elezioni». Wanda Ferro ha quindi chiesto ai rappresentanti del governo «quali urgenti iniziative di competenza intendano assumere per accertare la sussistenza dei presupposti, in presenza di danno erariale, per l’attivazione delle azioni risarcitorie dinanzi alla magistratura contabile nei confronti di quanti, nel potere politico e burocratico delle Giunte regionali e degli uffici di Presidenza del Consiglio regionale, abbiano avallato eventuali illegittimità».

Sul caso è intervenuto anche il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Melicchio: «hanno sdoppiato e attribuito in modo articolato funzioni diverse al Segretario/Direttore generale, con conseguente raddoppio della spesa, soldi che dovranno sborsare i cittadini e in barba ai rilievi della Corte dei Conti sugli sperperi del bilancio regionale. In una burocrazia consiliare che ha la più alta percentuale d’Italia nel rapporto dipendenti/consiglieri, con oltre 700 unità impiegate nelle strutture speciali e nei gruppi consiliari e un esborso di oltre 10 milioni di euro l’anno, s’introduce la possibilità di proroga quinquennale per l’attuale segretario/direttore generale e si sancisce che la nomina di tutta la burocrazia apicale possa avvenire attraverso le deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza, un organismo in scadenza di mandato che potrebbe imporre i suoi uomini al nuovo Ufficio di Presidenza che verrà fuori dopo le elezioni. Tutto ciò è vergognoso e va fermato assolutamente. Ma mi devo soffermare anche sulla delibera per il fabbisogno del personale nel triennio 2019/21. Ho ricevuto diverse segnalazioni su quest’atto, che appare per giunta anonimo, come se ci si sia vergognato di firmarlo, che permetterebbe di stabilizzare, senza nessun concorso pubblico e con l’aumento delle spese del bilancio regionale, fedelissimi e accoliti di questa amministrazione. I giornalisti esterni, ad esempio, verrebbero considerati precari quando in realtà sono in possesso di un contratto fiduciario che li esclude dalle procedure previste dalla legge Madia. Non si è mai pensato, per contro, di istruire e completare il censimento sul precariato presso la Giunta Regionale. Ma è tutto il clima ad essere ormai pessimo, per tutti i dipendenti del Consiglio regionale, un clima di vessazioni e di sudditanza nei confronti di chi rappresenta tale organismo e che ha determinato condizioni emarginanti di numerose unità di personale e lavorative. Non ultimo, l’episodio di una dipendente che, pare che a seguito dell’ennesima umiliazione subita, è stata colpita da un malore tale da necessitare dell’intervento del 118 presso la stessa sede del Consiglio regionale»

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