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Aumento dell’Iva, lo spauracchio delle famiglie italiane (VIDEO)

L’aumento dell’Iva è una decisione politica, il ministro dell’economia, Giovanni Tria, nei suoi interventi lo ha sempre sottolineato. Ma in ballo ci sono più di 23 miliardi di euro di cui lo Stato ha bisogno per coprire le spese già programmate. Se, infatti, tutti sulla carta vorrebbero evitare l’incremento delle aliquote Iva, il tempo stringe e le risorse per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia sono tutt’altro che facili da trovare. Senza contromisure, nel 2020 l’aliquota ordinaria del 22% salirà al 25,2%, e quella ridotta al 10% passerà al 13%. Con un effetto sul budget familiare stimato in 541 euro di aumenti, in media, all’anno. Quasi mezzo stipendio mensile per tante famiglie. Le clausole di salvaguardia sono una spada di Damocle che l’Italia si trascina dal 2001: si tratta di misure precauzionali prese per salvaguardare i vincoli di bilancio contrattati con l’Europa, per tutelare la finanza pubblica, e scattano in caso di mancato rispetto degli accordi.La prima conoscenza con queste clausole l’abbiamo fatta nell’agosto del 2011, con la crisi dei conti pubblici che, nei mesi successivi, avrebbe portato alla caduta del governo Berlusconi ed alla successiva entrata in scena del governo Monti e dei suoi tecnici. Fu proprio Monti, col decreto Salva-Italia. a blindare le clausole introdotte dall’esecutivo precedente. Negli anni successivi tutti i premier si sono trovarti di fronte al problema di scongiurare lo scatto di queste clausole, così come avviene ora che il governo è appena caduto. Entro il 20 ottobre, il governo deve presentare alle camere il disegno di legge di bilancio, poi inizia l’iter parlamentare che si deve concludere entro il 31 dicembre, pena il tanto temuto esercizio provvisorio, altro spauracchio di cui si sente parlare queste ore. Tra le ipotesi che circolano, quella di un intervento sull’Iva limitato al primo quadrimestre del prossimo anno che casualmente, o forse no, sarebbe il periodo massimo in cui è possibile applicare l’esercizio provvisorio. In sostanza, se non si riuscisse a mettere in piedi una manovra per il 2020, si potrebbe pensare di varare un decreto legge che consentirebbe di sterilizzare l’Iva per il tempo necessario a sbloccare la situazione politica. Il documento di economia e finanza calcola in poco più di 25 miliardi di euro le risorse da reperire, al netto del target 2020 indicato per la spending review (2 miliardi di euro) e di altri micro-interventi. Anche contando tutti i probabili risparmi derivanti da un impatto minore di quanto preventivato per quota 100 e reddito di cittadinanza mancano ancora svariati miliardi, il che fa sembrare inevitabile anche un taglio significativo alla spesa. Con effetti negativi sull’economia e sui servizi ai cittadini.

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