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Autonomia differenziata: Calderoli plaude alla proposta di De Luca, Occhiuto chiarisce la sua posizione

La proposta della Campania indica «sette materie molto importanti e pesanti». Il governatore calabrese spiega «cosa non va nella bozza»
(da sx: Calderoli, De Luca, Occhiuto)

Nonostante le polemiche sull’autonomia differenziata nel Sud, “una proposta potrebbe venire proprio dalla Regione Campania. C’è stata una proposta di Vincenzo De Luca che è molto più avanti rispetto a qualsiasi mia proposta”. Così il ministro per le Autonomie e gli Affari regionali, Roberto Calderoli, a margine dell’evento ‘In campo con gli agricoltori lombardi’ organizzato dalla Lega a Treviglio (Bergamo). “Ho studiato le carte di tutte le Regioni – ha aggiunto – e ho visto che alcune sono più avanti di me, soprattutto del Mezzogiorno, quindi intendo usare il metodo richiesto da loro come proposta a livello nazionale”. “Io ho messo come requisito i Lep (Livelli essenziali di prestazione, ndr) e il superamento della spesa storica con costi e fabbisogni standard, e lui invece – ha proseguito Calderoli in relazione a De Luca – è andato oltre”, indicando “sette materie molto importanti e pesanti”. La proposta, ha spiegato il ministro, potrebbe ricalcare un documento approvato dalla giunta campana che è già passato in Consiglio regionale nel 2018-2019.

“Nessun pregiudizio sull’autonomia differenziata. Ma vi spiego cosa non va nella bozza Calderoli”. Parlando con l’Adnkronos, all’indomani della riunione di maggioranza sul ddl fortemente voluto dalla Lega, il governatore calabrese Roberto Occhiuto, si fa portavoce delle istanze del Sud, che guarda con preoccupazione al progetto di autonomia differenziata caldeggiato dal Carroccio. “Ho detto a Calderoli che da parte mia non c’è nessun pregiudizio sull’autonomia differenziata, che può rappresentare un’occasione sviluppo anche per il Sud. Ho fatto al ministro l’esempio dell’energia: siccome la Calabria produce molta più energia di quella che consuma, questo rappresenterebbe un vantaggio importante per i cittadini calabresi, che oggi invece pagano le loro bollette quanto i veneti e i lombardi che invece producono meno energia”, osserva il governatore. “Quello che però non funziona nella bozza Calderoli è il finanziamento dei diritti sociali e civili secondo l’ingiusto criterio della spesa storica”, prosegue l’azzurro, che spiega: “La Costituzione dice che i diritti vanno garantiti a tutti a prescindere dal luogo in cui si nasce. Oggi non è così perché non c’è il finanziamento di questi diritti secondo i fabbisogni e soprattutto non ha mai funzionato compiutamente la perequazione. Quindi – insiste – occorre attuare la Costituzione prima nella parte dei diritti e poi nella parte che riguarda le possibilità offerte alle Regioni dall’autonomia differenziata”. Occhiuto si dice comunque fiducioso: “Credo che Calderoli si sia fatto carico di queste obiezioni”.

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