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Avviata la rimozione dei relitti degli sbarchi arenati lungo le coste del Crotonese (Foto)

Nelle scorse settimane l'Agenzia delle accise, dogane e monopoli ha assegnato un bando per la rimozione di 8 imbarcazioni

Sono partite nei giorni scorsi, e stanno proseguendo compatibilmente con le condizioni meteomarine, le operazioni di recupero dei relitti delle imbarcazioni adoperate negli sbarchi di migranti arenati lungo la costa tra Crotone ed Isola Capo Rizzuto ed affidate all’Adm (l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli). Si tratta di otto barche, utilizzate per il traffico di esseri umani nei mesi scorsi e poi finite sulle spiagge o sugli scogli, in balia delle mareggiate, con potenziali pericoli per l’ambiente e per l’incolumità dei bagnanti. Proprio in vista dell’arrivo della bella stagione l’Adm ha cercato di accelerare quanto più possibile i tempi del recupero delle imbarcazioni, così da poter affrontare l’estate con le spiagge libere dai relitti. Le operazioni di recupero sono, dunque, partite dopo che il dirigente dell’ufficio Affari generali dell’Adm, Rocco Carbone, ha approvato l’esito della procedura negoziata che assegna alla Mg di Crotone il servizio di messa in sicurezza e recupero degli otto relitti. Un appalto da 214 mila euro, attraverso il quale le barche vengono messe in sicurezza, rimesse in mare e rimorchiate fino al porto di Crotone, dove verranno custodite nell’area di stoccaggio appositamente concessa dall’Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Jonio.

Le operazioni sono in corso sulla barca a vela spiaggiata in località Mare pulito di Capocolonna, sul relitto spiaggiato in località Gabella Grande (a nord di Crotone), l’altro in località Sovereto (comune di Isola Capo Rizzuto). Ma l’azienda guidata da Massimiliano Arcuri sta operando anche su un relitto che si è incagliato sulle scogliere di Capo Cimiti, una delle aree più belle dell’Area marina protetta “Capo Rizzuto”, portando via anche tutti i residui dello scafo che si sono dispersi tra gli scogli per via delle mareggiate.

I resti di queste imbarcazioni, assieme ad altre circa 60 barche custodite nei depositi privati crotonesi, verranno poi demoliti attraverso una gara comunitaria che sarà bandita a breve dall’Adm, e che assegnerà il servizio di recupero, alaggio e smaltimento dei relitti per 4 anni. Un secondo appalto, già assegnato all’azienda Rocca Maria, riguarda invece la demolizione di 7 barche ormeggiate nel porto di Crotone e due in quello di Le Castella, per un ammontare di 59.900 euro.

Sta dando frutti concreti, dunque, il lavoro della task force appositamente creata per fare fronte all’emergenza legata allo smaltimento dei numerosissimi relitti adoperati nel traffico d’uomini su iniziativa del direttore generale di Adm Marcello Minenna, e che coinvolge anche la Procura e la Capitaneria di Porto di Crotone, guidate da Giuseppe Capoccia e da Vittorio Aloi.

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