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Avviso pubblico: “Da 15 anni in Calabria il numero più alto di Enti sciolti per infiltrazioni mafiose”

I dati del dossier "Le mani sulle città" relativo al 2021 Scritto da: REDAZIONE

Il Comune di Rosarno

Tra i 14 Enti locali sciolti nel 2021 “in conseguenza di fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso” 4 sono in Calabria. Si tratta di Guardavalle, Nocera Terinese, Simeri Crichi (Catanzaro) e Rosarno (Reggio Calabria). E per il 15° anno consecutivo la nostra regione è quella che ha fatto registrare il più alto numero di scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Lo rivela il dossier Le mani sulle città, che annualmente viene stilato da Avviso pubblico, l’associazione che mette in rete gli Enti locali e le Regioni contro mafie e corruzione. In tutto sono 365 i decreti di scioglimento emessi in Italia dal 1991 al 2021. E tra questi ci sono 6 aziende sanitarie e ospedaliere.

Al 31 dicembre 2021 sono 27 gli Enti locali la cui gestione è affidata ad una commissione straordinaria. Alcuni scioglimenti sono avvenuti nel 2021, altri sono stati prorogati da anni precedenti. In Calabria si tratta di Amantea (Cosenza), Pizzo (Vibo Valentia), Cutro (Crotone), Sant’Eufemia d’Aspromonte e Rosarno (Reggio Calabria), Guardavalle, Nocera Terinese, Simeri Crichi (Catanzaro)

Dall’analisi dei decreti di scioglimento e delle relazioni prefettizie emerge – spiega Avviso pubblico – come nella quasi totalità dei casi l’accesso avviene in seguito alle risultanze di indagini, verifiche ed operazioni svolte dalle forze di polizia. Fa parziale eccezione lo scioglimento del Comune di Guardavalle per il quale l’accesso è stato disposto in seguito ad un servizio giornalistico. Da una lettura complessiva delle relazioni prefettizie emerge chiaramente che lo scopo principale delle mafie, nelloro operare sul territorio, è costituito dalla ricerca di occasioni di infiltrazione nell’economia locale, attraverso l’accaparramento di appalti e la gestione di servizi pubblici. Emblematico in questo senso è che in almeno nove casi le relazioni fanno riferimento a vicende di inquinamento elettorale, avvenuto attraverso il sostegno elettorale diretto ad esponenti politici scelti, oppure  con intimidazioni nei confronti di altri candidati. Nel caso di Rosarno la relazione parla addirittura di vera  e propria partecipazione dei clan alla scrittura del programma elettorale, a dimostrazione di quanto pervasivo fosse il rapporto.

L’inquinamento della vita amministrativa

Nelle relazioni prefettizie ricorrono spesso alcuni elementi di sviamento della vita amministrativa dalla cura dell’interesse pubblico. In particolare manovre illecite compiute in materia di appalti ed affidamenti pubblici di lavori, servizi e forniture,  e le carenze in tema di verifiche e controlli antimafia. Ricorrenti gli affidamenti diretti, il ricorso ingiustificato alla somma urgenza, l’artificioso frazionamento degli appalti per far sì che questi restino “sottosoglia”.

Una parte significativa delle relazioni prefettizie analizzate si concentra sul ruolo svolto dagli Amministratori locali e dai dipendenti comunali, elencando elementi di collusione, scelte amministrative inquinate dalle organizzazioni criminali, parentele e frequentazioni con soggetti appartenenti ai clan ovvero a questi contigui. Spesso queste risultanze si incrociano tra loro in un quadro che coinvolge in molti casi anche la fase delle campagne elettorali.

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