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Azienda unica ospedaliera a Catanzaro, la proposta di legge passa in Consiglio

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, con l’autorizzazione al coordinamento formale, la proposta di legge che istituisce l’azienda unica ospedaliera tra l’Ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro e il Policlinico universitario “Materdomini”. L’approvazione è giunta al termine di un lungo ed articolato dibattito, completato dall’intervento del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio. “Credo che questa occasione – ha detto Domenico Bevacqua del Ps – debba costituire anche un momento di riflessione per capire cosa possiamo fare in questi ultimi mesi di legislatura. Ritengo che in questi ultimi anni siamo andati troppo dietro al Commissario e poco ci siamo interessati di mettere in campo un piano socio-sanitario importante per questa regione. E ritengo indecenti l’atteggiamento del Ministro della salute, perché rappresenta una mortificazione del nostro ruolo”. Nel definire “apprezzabile” il risultato della concertazione maturata per la definizione della legge di integrazione delle Aziende ospedaliere della città di Catanzaro, Gianluca Gallo (Cdl) ha evidenziato come la decisione “venga presa in un momento in cui la sanità calabrese vive il suo momento peggiore, anche per i risultati dal punto di vista economico e finanziario che sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti, con una esondazione del debito calabrese, nonostante anche le maggiori somme ottenute al tavolo della Conferenza Stato-Regioni, unitamente alla situazione dei servizi che è la peggiore d’Italia. Ma nonostante questo credo che a fronte di tutto questo, sia quello di oggi, invece, un bel messaggio che viene inviato dal Consiglio regionale”. Vincenzo Ciconte (Pd) ha parlato di “primo passo verso una nuova fase sanitaria per la Calabria. Mettere insieme le due ‘mission’ dell’assistenza e della ricerca, risulta fondamentale per lo sviluppo e il miglioramento della sanità nella nostra regione. Una scelta che, non illudiamoci, non risolverà i problemi dell’emigrazione sanitaria. È un processo molto lungo e molto duro da affrontare. Perché ci sono dei limiti strutturali, con due ospedali messi insieme, ma distanti sul territorio. Mentre in altre città le aziende uniche che si formano nel resto d’Italia si forma in un unico ospedale, innovativo dal punto di vista strutturale e tecnologico. Dobbiamo costruire un percorso mettendo insieme le migliori energie dell’università e dell’Ospedale per mettere questa azienda unica allo stesso livello di quelle del resto d’Italia”. Considerazioni simili sono venute da Giuseppe Pedà (Cdl) che però ha richiamato l’attenzione sugli ospedali della Sibaritide e della Piana, ricordando di avere avvertito sulla qualità di manager che erano stati nominati. Per Giuseppe Aieta (Pd) è ora tempo di mettere la sesta marcia, “nominare i primari laddove mancano, fare i concorsi: cioè dare fondo a tutte le energie positive di ciascuno. Perché è vero – ha sostenuto – che abbiamo avuto il travaglio del commissariamento, ma oggi abbiamo bisogno di accelerare e dare segnali importanti, e questo provvedimento che stiamo per approvare suggella questo nuovo clima”. Alessandro Nicolò (Misto) ha salutato positivamente l’approvazione del provvedimento, “ma non abbasseremo la guardia. Su questo versante – ha detto – c’è un management che è espressione della politica e questa si deve assumere le proprie responsabilità, e non capisco i progetti del Ministro della Salute Giulia Grillo che con il suo blitz in Calabria ha annunciato il commissariamento del commissariamento. Ho chiesto al Governo – ha detto ancora Nicolò – di esercitare il controllo della Regione ed eventualmente di esperire un’indagine rispetto alle cause e le concause che hanno determinato i disastri, indipendentemente dagli schieramenti, dell’ospedale di Locri”.

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