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Barca esplosa a Crotone, l’Arcidiocesi: «Chiediamo perdono a Dio per questa ennesima tragedia»

«La tragedia che si è consumata ieri a largo della costa di Praialonga scuote profondamente le nostre coscienze di uomini e di credenti e ci spinge a chiedere perdono a Dio per questa ennesima tragedia dell’emigrazione. L’intera comunità diocesana che è in Crotone-Santa Severina piange per la morte di questi nostri tre fratelli migranti, dei quali pur non conoscendo i nomi, intuiamo la tragica storia di sofferenza, e spera che i dispersi (o il disperso) siano ritrovati salvi». Lo scrive in una nota la Curia Arcivescovile di Crotone in merito all’incendio – con conseguenti esplosioni – che ha riguardato ieri un’imbarcazione con a bordo una trentina di migranti a sud del capoluogo pitagorico.

«Siamo – continua la nota – vicini agli uomini della Guardia di Finanza rimasti feriti nelle operazioni di soccorso, così come ci sentiamo in dovere di ringraziare e di lodare tutti gli uomini e le donne dello Stato, delle associazioni di volontariato e del personale medico e paramedico per la dedizione con cui si stanno adoperando nei soccorsi dei superstiti e nella ricerca dei dispersi. Riteniamo che sia proprio il prendersi cura del prossimo, senza distinzione di razza, lingua, sesso, religione, il valore più alto della nostra Repubblica di cui come cattolici ci sentiamo orgogliosamente ispiratori e parte integrante. Facciamo nostro l’appello di papa Francesco, che proprio domenica scorsa, 23 Agosto, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, ricordava ai credenti e alla comunità internazionale che “Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza, vittime della cultura dello scarto”».

«Di fronte a questi nostri tre fratelli caduti vittime nel Mediterraneo, facciamo appello al Governo Italiano, alla Commissione Europea e alla comunità internazionale perché non lascino nulla di intentato nel favorire l’accoglienza dei migranti e la risoluzione dei conflitti interni ai loro Paesi che li costringono alla fuga – conclude la nota dell’Arcidiocesi – in questo momento siamo altresì increduli e turbati per l’aria d’odio e d’indifferenza che si respira sui social e ci preoccupa e rammarica sapere che anche tra chi si professa cristiano e cattolico ci si abbandoni a giudizi e a considerazioni che rasentano il razzismo. Invitiamo tutti i responsabili politici ed amministrativi del nostro paese a farsi carico dei problemi sociali che esasperano la nostra gente e che il Corona Virus ha aggravato ancora di più, guardando con lungimiranza ai valori di civiltà sanciti dalla nostra Costituzione, gli unici in grado di traghettarci verso una società più giusta, con meno disuguaglianze e più attenta ai bisogni dei cittadini più fragili».

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