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Bausone (M5S): «Denuncio l’Asp di Crotone, Carbone non si volti dall’altra parte»

«A distanza di oltre un anno posso affermare a ragion veduta come nell’azienda sanitaria di Crotone sia stato erso un muro di gomma a tutela di Francesco Afflitto con l’intento di ostacolare regolari e legittime richieste di accesso da me presentate, in più, occultando documenti per poi farne “spuntare” altri dalle molteplici contraddizioni. E questo per il solo fine di interferire, direttamente o meno, con il procedimento di decadenza pendente e a tutti noto». Lo scrive in una nota l’attivista e già candidata del Movimento 5 Stelle calabrese Alessia Bausone.

«Ora, francamente – prosegue – a me non scandalizza che medici, le cui condotte ho già portato all’attenzione delle Procure da (forse troppo?) tempo, abbiano manifestato un istinto corporativo, un po’ da “camerata sanitario”, nei confronti del loro ex collega divenuto consigliere regionale, così come non mi stupisce che alcuni di loro continuino a percepire denaro per consulenze extramoenia da enti pubblici, come il Comune di Catanzaro. Non mi stupisce, altresì, che lo stesso Afflitto abbia portaborse con diramazioni parentali negli uffici della Procura di Crotone. Arrivare alla verità, in questo contesto ambientale, è certamente uno slalom per chi ha sete di giustizia e vuole continuare a crederci in questo Stato, spesso soltanto lento nel dar risposte».

«Mi sarei aspettata, però – scrive la Bausone – che, al netto di talune “deviazioni etiche” dei singoli, l’istituzione sanitaria della provincia di Crotone si fosse comunque dimostrata integra nei suoi valori e nei principi, in primis quello sulla trasparenza, decantato a più riprese da atti aziendali, codici comportamentali e, da non dimenticare, dalla legge e della Costituzione. Invece, l’ex Commissario Straordinario, Domenico Sperlì ha lasciato trascorrere il corso degli eventi, fino ad arrivare ad avere riunioni private, con chissà quale informale ordine del giorno, con lo stesso Afflitto, il quale recentemente ha anche dimostrato pubblicamente di possedere documenti aziendali prima ancora di inoltrare richieste d’accesso, nonostante non sia più un dipendente dell’Asp».

«Pertanto – conclude – il servizio pubblico che dovrebbe essere svolto da dipartimenti e uffici, da quanto ho avuto modo di riscontrare, spesso ha perseguito un fine altro. Per questo denuncio l’Asp e chiedo alla neo Commissaria, Simona Carbone di non fare come il suo predecessore e di non voltarsi dall’altra parte perchè una sanità più giusta passa anche dall’affermazione dei principi di legalità e di trasparenza».

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