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Blitz antibracconaggio della Polizia Provinciale cosentina in Sila: tre denunce

Tre cacciatori denunciati e sequestro penale di diverso materiale illecito tra cui un telo, gabbiette metalliche, contenitori per uccelli, un barattolo di sostanza adesiva, una cesoia, dei rami di leccio con le punte invischiate della stessa sostanza rinvenuta nella disponibilità delle persone identificate, oltre ad un cardellino utilizzato come richiamo vivo per attirare altri uccelli della stessa specie. È il risultato di un’operazione antibracconaggio eseguita dagli agenti della Polizia Provinciale di Cosenza in servizio presso il distaccamento di San Giovanni in Fiore, a corollario di una serie di attività investigative portate avanti negli ultimi giorni sul territorio dello stesso Comune silano.

Gli agenti sono entrati in azione alle prime luci dell’alba di domenica scorsa, intercettando tre persone del luogo che stavano praticando l’esercizio illegale dell’uccellagione finalizzata alla cattura di specie di volatili canori, in particolare cardellini. I poliziotti, dopo aver documentato tutte le fasi del fatto delittuoso, sono intervenuti circondando un casolare in rovina dove sono state fermate in flagranza di reato tre persone. L’azione della Polizia Provinciale ha quindi permesso di interrompere la prosecuzione del reato, evitando che fosse portato ad ulteriori conseguenze, nello specifico con la cattura indiscriminata di uccelli appartenenti a specie protette.

Dopo le formalità di rito, i presunti responsabili sono stati denunciati in stato di libertà alla competente Procura della Repubblica di Cosenza e dovranno ora rispondere di diversi reati che vanno dall’uccellagione, all’uso di mezzi vietati (sostanze adesive finalizzate alla cattura di uccelli selvatici) e alla detenzione di specie particolarmente protetta ai sensi dell’allegato II della convenzione di Berna.

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