martedì, 23 luglio 2024

“Una mafia arcaica”: blitz contro la locale dell’Ariola, 14 arresti

Al centro dell'operazione - condotta dai Carabinieri e dal ROS di Vibo Valentia, con il coordinamento della DDA di Catanzaro - gli affari della cosca ma anche gli omicidi come la "strage del 2003"

I Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Vibo Valentia – con il supporto in fase esecutiva dai militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Reggio Calabria, Pescara, Chieti e Torino – hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della DDA, nei confronti di 14 persone indagate per associazione di tipo mafioso armata, omicidio plurimo, concorso esterno in associazione mafiosa, e altri gravi reati, aggravati dalle modalità e finalità mafiose, quali estorsione, coltivazione di sostanze stupefacenti, concorrenza illecita, turbata libertà degli incanti, rapina, reati in materia di armi. In particolare, dei 14 indagati arrestati, 13 sono stati condotti in carcere ed 1 ai domiciliari. L’indagine ha visto la cooperazione internazionale della Squadra Investigativa Comune con le autorità elvetiche, ed il coordinamento di EUROJUST e di EUROPOL.

Gli elementi indiziari acquisiti hanno consentito di delineare il protrarsi dell’operatività, nell’area delle “Preserre” vibonesi della cosca di ‘ndrangheta ricompresa nel locale dell’Ariola, con proiezioni economico-criminali in Piemonte, Abruzzo, Svizzera e Germania.

La gravità indiziaria ha riguardato l’attuale assetto del sodalizio, determinatosi all’esito di un cruento scontro con altro gruppo, nell’alternanza degli equilibri criminali, anche con riti di affiliazione avvenuti durante lo stato di detenzione, dimostrando in tal modo la perseverante capacità di penetrazione della ‘ndrina all’interno degli istituti carcerari. In tale contesto, la gravità indiziaria, conseguita, allo stato, sul piano cautelare, attraverso gli articolati e complessi approfondimenti investigativi, ha riguardato anche il triplice omicidio di mafia, commesso il 25 ottobre 2003 a Gerocarne (VV) e noto come “Strage dell’Ariola”, inserito all’interno di una lunga faida sanguinosa tra famiglie rivali che si contendevano l’egemonia criminale sul territorio.

Nell’ordinanza cautelare, nei confronti degli indagati, attinti dalle misure adottate, è stata ritenuta, allo stato, la gravità indiziaria, tra l’altro, con riferimento, rispettivamente, a plurime condotte illecite di estorsione, coltivazione di sostanze stupefacenti, concorrenza illecita, turbata libertà degli incanti, rapina, reati in materia di armi, aggravati dalle modalità e finalità mafiose. Contestualmente, all’esecuzione della ordinanza cautelare si è dato esecuzione a plurimi decreti di perquisizione nei confronti di ulteriori soggetti per i quali si è ipotizzato il coinvolgimento nelle vicende illecite investigate, alcuni dei quali dimoranti in altre regioni del territorio nazionale (Abruzzo e Piemonte) e taluni anche in Svizzera, procedendosi per questi ad attivare gli strumenti della cooperazione internazionale.