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Blocco del conferimento dei rifiuti: protestano i sindaci del Vibonese (VIDEO)

La mobilitazione è avvenuta davanti alla discarica di San Pietro Lametino

Neanche l’ultima ordinanza di venerdì scorso della Regione ha dissuaso 14 dei 50 sindaci del Vibonese, che stamattina si sono presentati puntualmente davanti alla discarica di San Pietro Lametino per la preannunciata manifestazione di protesta contro il blocco dei conferimenti che ha causato l’accumulo dei rifiuti lungo le strade e genera disagi e giustificati timori dal punto di vista igienico-sanitario. Presentatisi cinti dalle fasce tricolori, i sindaci dell’Ato di Vibo, guidati dalla sindaca della città capoluogo, Maria Limardo, hanno chiesto un intervento risolutivo all’assessore regionale all’ambiente, De Caprio, ovvero di avere la possibilità di conferire i rifiuti dei propri comuni nella discarica di San Pietro, stante il divieto di farlo in quella catanzarese di Alli. L’emergenza, sostengono gli amministratori, non consente di attendere oltre: è ormai da tre settimane che i rifiuti non vengono raccolti, e la situazione è ben oltre il limite di tollerabilità anche perché a livello d’immagine il danno è già gravissimo. Del resto, sono gli stessi turisti a denunciare che la situazione è imbarazzante, e per un territorio che fa del turismo una leva irrinunciabile dello sviluppo si tratta di un problema che rischia di ripercuotersi anche per gli anni a venire. Certo, anche l’Ato vibonese ha le sue colpe, dall’assenza di un piano d’ambito a quella di un impianto di servizio atteso da troppi anni e di cui solo da poco si è individuata la collocazione. Ma San Pietro Lametino, sottolinea la sindaca Limardo, era nato proprio al servizio dei comuni del Vibonese ed è ora incomprensibile che non si consenta di conferire i rifiuti proprio nel periodo più delicato, quello estivo, nel quale la popolazione aumenta a causa dei rientri degli emigrati e dei turisti. Certamente quest’anno le presenze saranno meno numerose, ma questo non significa che il problema sia meno grave o che non possa finire per compromettere anche le stagioni turistiche future.

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