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Bonifica dell’ex area industriale, Voce: «E’ una messa in sicurezza permanente. Li non si potrà costruire nulla»

Il sindaco di Crotone ha convocato questa mattina una conferenza stampa per fare il punto della situazione

«Lo dico con serenità ai cittadini crotonesi: su quel sito ci si metta una pietra tombale sopra. Togliere tutto, fino all’ultimo milligrammo, potrebbe costare un miliardo, un miliardo e mezzo. Ogni giorno che passa i 305 milioni previsti per il Pob fase 2 non bastano, e la logica di spostarli (i veleni n.d.r.) in un’altra discarica è impensabile». Sono le parole del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, nella conferenza stampa convocata questa mattina sul tema della bonifica dell’ex aree industriali di Crotone, per fare il punto della situazione su invito di alcuni consiglieri di minoranza; presente il funzionario del Settore Ambiente Danilo Pace.

«La chiamano bonifica – ha detto il primo cittadino – ma è bene che tutti sappiano che è una messa in sicurezza permanente. Il 24 ottobre 2019 si è tenuta l’ultima conferenza dei servizi decisoria – alla quale hanno preso parte tutte le istituzioni che di solito vi partecipano – che ha portato ad una messa in sicurezza permanente. Non sarà mai una bonifica integrale, è stata già approvata». «In questi due anni – ha affermato Voce, in riferimento al lasso temporale da quando si è insediato – i volumi di messa in sicurezza (stabilizzazione solidificazione soil mixing) del Pob 2 sono raddoppiati. Inizialmente il volume previsto di intervento era di 140.131 mc ai quali si sono aggiunte, con una variazione del 102%, ulteriori 142.441 mc» – ha dichiarato mostrando varie slide dei luoghi interessati.

«Li non si potrà costruire nulla – ha detto il sindaco, in considerazione della messa in sicurezza – solo con una bonifica integrale, andando in profondità fino a 4 metri, si poteva pensare ad una restituzione della aree e dei suoli. Si parla di 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti (andando fino a quella profondità n.d.r.)».

Dunque, l’idea di una bonifica integrale non se ne può più parlare, poiché è stato già tutto approvato con i Piano Operativi; su questo punto il primo cittadino ha puntato il dito contro l’ex amministrazione guidata all’epoca da Ugo Pugliese. «Abbiamo ereditato questo progetto, che altri hanno approvato – prosegue – pur avendo la possibilità di non farlo. Potevano farlo grazie alle dichiarazioni, messe a verbale nella conferenza dei servizi del 22 maggio 2018, dell’Ispra che sosteneva che gli enti non concordavano sulla soluzione proposta dall’azienda Eni di intervenire solamente sulla falda. Non si è però concretizzata nessuna opposizione ed oggi dobbiamo confrontarci con questa realtà alla quale stiamo, con tutte le nostre forze, cercando di apportare modifiche migliorative».

«A questo punto – conclude Voce – stiamo cercando di migliorare la messa in sicurezza; se poi riuscissimo a rimuovere i veri veleni che sono nell’area ex Impianti, che ben venga. Siamo impegnati in una battaglia affinché non solo si migliori il POB fase 2 ma soprattutto affinché il sito sia utilizzato per la realizzazione di qualche importante infrastruttura che possa portare reali benefici alla città. Una battaglia che vogliamo condividere con Provincia e Regione con le quali esiste già un dialogo».

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