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Borgia, celebrato il centenario dalla scomparsa di Ruggero Leoncavallo con “Pagliacci” (VIDEO)

Così com’è accaduto anche in altre parti d’Italia, anche in Calabria, dove secondo l’autore sarebbe avvenuto il delitto che ha ispirato l’opera, l’assassinio di una donna, è stato celebrato il centenario dalla scomparsa di Ruggero Leoncavallo con la rappresentazione della sua più celebre opera, “Pagliacci”, attualizzando in maniera niente affatto convenzionale il dramma verista fra i ruderi del Parco Scolacium di Borgia, sfondo d’impronta magno-greca per l’atto unico di onore, amore e coltelli che ha visto come protagonisti Rossana Potenza, nei panni di Nedda, di rosso vestita per rappresentare la passione ma anche la violenza ed ilo tormento che ne sono derivati, e Piero Giuliacci, la cui interpretazione di Canio è stata straordinaria. È stato Alberto Mastromarino ad impersonare Tonio e ad introdurre gli spettatori nella storia del dramma, e molto azzeccate sono state le scelte sceniche di Marco Manfredini, specie nel finale, quando i ballerini della compagnia di danza di Filippo Stabile si svestono, avvicinandosi alla scena madre recando i segni del sangue delle ferite di Nedda e Silvio, cadendo infine l’uno sull’altro, simboli della sconfitta del bene. All’ingresso, gli spettatori erano stati scortati fino in platea da presenze danzanti ed in maschera e dalla musica del Gran concerto bandistico Verdi città di Crotone con una marcetta funebre che richiamava le usanze popolari calabresi. Da segnalare anche gli ottimi apporti del coro delle voci bianche diretto da Alexandra Rudakova, il coro Opera in Piglia di Lecce, diretto da Vincenza Baviglio, e l’orchestra guidata dall’ottimo Leonardo Quadrini. Spontaneo, dopo il notevole impatto emotivo del finale, il lunghissimo applauso col quale il pubblico ha salutato tutto il cast e che ha dimostrato una sensibilità non scontata per il fascino della lirica ed anche per la sfida rappresentata dai grandi allestimenti creativi dell’opera leoncavalliana.

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