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Briganti di Calabria (1799-1870) in un nuovo libro di Local Genius. La potenza narrativa di Dumas e la storia del Sud Italia

Fucilazioni di massa, rappresaglie, violenze sulle donne, decapitazioni, finanche atti di cannibalismo, macabre mutilazioni, torture, rapimenti, saccheggi, scontri a fuoco che non risparmiarono la popolazione civile... Scritto da: ANTONELLA IACOBINO

Storie di Briganti del Sud Italia” è il titolo del nuovo libro curato da Massimo Tigani Sava per Local Genius. Il volume parte dalla riedizione di una famosa, ma anche un po’ sottovalutata, opera del grande romanziere e storico Alessandro Dumas padre, del 1864. Fucilazioni di massa, rappresaglie, violenze sulle donne, decapitazioni, finanche atti di cannibalismo, macabre mutilazioni, torture, rapimenti, saccheggi, scontri a fuoco che non risparmiarono la popolazione civile: gli anni tra il 1799 e il 1870, che furono caratterizzati dal grave fenomeno del Brigantaggio nel Regno di Napoli (dal 1816 Regno delle Due Sicilie) e in particolar modo in Calabria, parlarono questo linguaggio di atrocità, disumanità, sangue. Nella lunga e documentata introduzione di Massimo Tigani Sava si tratta di questo periodo con ampio riferimento alla storiografia prevalente e quindi alle diverse letture date, nel tempo, al fenomeno del Brigantaggio. A seconda dei prevalenti orientamenti culturali e anche ideologici, il Brigantaggio è stato interpretato in vari modi dagli storici, nel corso dei decenni. Guerra di conquista del Mezzogiorno d’Italia da parte dei Savoia, in un quadro complesso di movimenti dinastici ed equilibri internazionali? Un chiaro esempio di lotta di classe? Doverosa repressione, da parte dell’esercito piemontese, delle incivili e illegali azioni delle bande brigantesche? Un’aggressione violenta da parte del nuovo Stato piemontese alle regioni del Sud, senza distinguere tra briganti e popolazione civile? Un vero e proprio sacco del Mezzogiorno con intenti colonialistici? Né sono mancati, ovviamente, accanto alle riflessioni più orientate in una sola direzione, i contributi storici più aperti a considerare tutte le diverse forze e spinte in campo. Il volume tiene conto anche del brigantaggio manifestatosi durante il periodo della Rivoluzione Napoletana del 1799 e della relativa rapida reazione dell’Esercito della Santa fede guidato dal calabrese Cardinale Fabrizio Ruffo.

Il testo di Alexandre Dumas, affascinante per la sua tensione narrativa, propria di un grande scrittore vissuto per anni a Napoli, nella quale fondò e diresse tra l’altro il giornale “L’Indipendente”, è stato completamente digitalizzato, rendendo molto più pratica e agile la lettura anche grazie a un’impaginazione più chiara e ariosa (le ristampe anastatiche non sempre garantiscono questi risultati). L’intero volume è corredato di un ricco e articolato Indice dei Nomi e dei Luoghi, che presenta centinaia di voci e favorisce, ovviamente, la consultazione. Nutrita la Bibliografia utile a sollecitare nuove ricerche e approfondimenti. Tra i principali “briganti” del Sud di cui si narra nel volume: Mammone; Fra Diavolo; Sciarpa; Panedigrano; Capriglione; Pansanera; Pronio; Santoro; Gargaglio; Francatrippa; Benincasa; Parafante. Molto interessante il capitolo finale dedicato alle origini della Camorra nel Napoletano.

Numerosissimi e ripetuti i riferimenti a personaggi calabresi, tra i quali diversi briganti: Niccola Gualtieri Pane-di-grano (Nicola Gualtieri detto Panedigrano, nato a Conflenti; assassino per vendicare l’onore della sorella, bandito, incarcerato, fuggiasco; arruolato nell’Esercito della Santa Fede del cardinale Fabrizio Ruffo, ebbe spiccate doti militari e coraggiosa intraprendenza; ottenne dalla Corte napoletana i gradi di Maggiore dei Reali Eserciti, nonché vari benefici; capopopolo e comandante militare combatté per i Borboni contro i francesi, perdendo in distinti combattimenti due giovanissimi figli; Dumas, fervente antiborbonico e massone, lo definisce “brigante”); D. Giovan Battista Rodio (nato a Catanzaro; aiutante di campo, all’epoca della reazione sanfedista, di Francesco Ruffo, fratello del cardinale Fabrizio Ruffo; ricevette i gradi di tenente colonnello e fu insignito del titolo di marchese da Ferdinando IV; svolse diversi delicati incarichi per la Corona e, accusato di brigantaggio dal generale Andrea Massena, morì fucilato dai francesi nel 1806); Pansa-nera (Marincola Panzanera, brigante, capobanda); cardinal Ruffo (cardinale Fabrizio Ruffo); D. Francesco Ruffo (fratello del cardinale Fabrizio Ruffo, ebbe un ruolo di primo piano nell’Esercito della Santa Fede con l’incarico di direttore degli affari della guerra e delle finanze); Schipani (Giuseppe Schipani, nato a Catanzaro, generale, comandante di truppe rivoluzionarie, giustiziato il 19 luglio 1799); D. Pasquale Governa (zio di D. Giovan Battista Rodio); Francatrippa (Giacomo Pisano, nato a Pedace, oggi Casali del Manco; detto Francatrippa, brigante e capobanda noto per una particolare ferocia); Benincasa (Lorenzo Benincasa, nato a Sambiase, oggi Lamezia Terme, brigante e brutale capobanda, dominatore del bosco di Sant’Eufemia); Parafante (Paolo Mancuso, detto Parafante, nato a Serra di Scigliano, brigante e temutissimo capobanda); Bizzarro (Francesco Moscato, detto “U Vizzarru”, il Bizzarro, nato a Vazzano, brigante e crudele capobanda); Niccolina Licciardi (compagna del Vizzarru).
Altrettanti i riferimenti alla Calabria e a città, paesi e luoghi della regione: Pizzo, Cotrone (Crotone), Catanzaro, Sibari, promontorio Lacinio, Sila, Cosenza, Scigliano, Reggio, Rogliano, Li-Parenti (Parenti), Santa Eufemia (oggi Lamezia Terme), Longobucco, Rossano, Bocchigliero, Scilla, Monteleone (oggi Vibo Valentia), Paola, Gerace, Aspromonte, Mongiana, Serra (Serra San Bruno), Soveria (Soveria Mannelli), Platania, Maida, Palmi, Nicotera, monte Porro (Monte Poro), Seminara, Lago (Piano Lago), Cassano, S. Giovanni in Fiore.

Prosegue con successo, quindi, fornendo strumenti importanti per la ricostruzione dell’identità storica del Sud Italia e della Calabria, la collana “Radici” di Local Genius.

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