Politica Primo Piano

Calabria ammalato grave. Per la Regione servono grandi personalità alla Marco Minniti!

Non è tempo di cortigiani, giullari sottomessi e mezze figure. La situazione è drammatica

La Calabria è una ammalato grave, potremmo dire in terapia intensiva. La terribile emergenza Covid-19 è piovuta come un violento meteorite su una situazione già abbondantemente precaria e insofferente, mettendo in luce voragini, insufficienze, carenze, ritardi accumulati in decenni di governi inadeguati e di sfruttamento neocolonialistico di una terra tanto ricca quanto disperata. La Calabria è vittima di se stessa e dei suoi troppo acclarati esempi di inciviltà intesa, soprattutto, nel senso di incapacità di cogliere le tante opportunità della modernità. Ma la Calabria è vittima anche di poteri romani e nordici che il Sud non hanno mai voluto capirlo e aiutarlo davvero, preferendo quindi un’azione di oppressione politica e sociale. Il Mezzogiorno e la Calabria sono stati schiacciati e sottomessi, emarginati e ghettizzati, anche perché la politica e i poteri romani e milanesi hanno troppo spesso optato per una più proficua (per loro) alleanza con ceti dirigenti e politici inadatti, inconsistenti, incapaci, o finanche collusi e deviati come tante inchieste giudiziarie hanno dimostrato nel tempo.

Ora, però, la Calabria è una ammalato gravissimo, un tumore in metastasi. Elenchiamo le principali emergenze? Sanità, Rifiuti, Disoccupazione giovanile, Sottoccupazione… Abbiamo usato le lettere maiuscole per dare il senso del dramma. Ora aggiungiamo le enormi potenzialità inespresse, che sono un oltraggio alla storia e al diritto dei Calabresi di vivere dignitosamente: Clima, Storia, Archeologia, Natura, Paesaggi, Turismo, Identità… Parole ripetute in maniera stereotipata senza che però si siano mai avviati progetti davvero strategici e risolutivi. Ecco perché la Calabria non ha bisogno di Cortigiani, Giullari soggiogati e Mezze Figure. Alla Calabria servono personalità di grande spessore, che abbiano tutta l’autorevolezza necessaria per imporre un definitivo cambiamento di passo. Un esempio su tutti, tanto per citare un nome richiamato in alcune recenti cronache politiche locali: Marco Minniti, già ministro dell’Interno. Si guardi a questo livello. Tutto il resto, assurto chissà perché a ruoli improponibili, è meglio che pensi di cambiare mestiere! Nella prossima tornata elettorale le finte contrapposizioni ideologiche possono solo fare il gioco dei teatranti di sempre. I cittadini, questa volta, guardino alle persone e non alle bandiere!

Antonella Iacobino

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