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Calabria in zona bianca: ecco cosa cambia. Si attende il parere del Cts sull’uso delle mascherine all’aperto

Due le ipotesi sulla sospensione all'obbligo del dpi Scritto da: REDAZIONE

Zona bianca in tutta Italia a partire da oggi, 21 giugno, con la sola eccezione della Valle d’Aosta che resta l’unica regione ancora in zona gialla. Misure e regole anti covid meno restrittive, quindi, saranno valide anche per la Basilicata, la Calabria, la Campania, le Marche, la Toscana, la Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano dopo la firma della nuova ordinanza da parte del ministro Speranza. Niente coprifuoco – che sparisce però anche in zona gialla – e nessun limite di presenza ai tavoli dei ristoranti all’aperto.

Più nel dettaglio, da oggi ci si potrà spostare senza limiti di orario. Bar, ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Le nuove regole prevedono che in zona bianca all’aperto non ci siano limiti di persone ai tavoli (tra i quali deve esserci comunque il distanziamento di un metro), mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo massimo sei persone salvo che siano tutti conviventi. Resta invece il divieto di assembramento e l’obbligo di mascherina, sia all’aperto sia al chiuso.

Via le mascherine all’aperto: si attende il Cts

Mascherine all’aperto, si riunisce oggi il Comitato tecnico scientifico per discutere il tema. L’organismo dovrà dare un parere sullo stop all’uso del dpi fuori come richiesto formalmente da una richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza, anticipata dal premier Mario Draghi nell’ultimo punto stampa sui vaccini. Sulla scelta definitiva pesa il numero di vaccinati e la diffusione della variante Delta nel nostro Paese. Per quanto riguarda i tempi al momento le ipotesi sul tavolo sono due: la sospensione dell’obbligo il 5 luglio oppure, prima, già il 28 giugno. Una volta arrivato il parere formale del Cts la palla passerà di nuovo al ministero della Salute.

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