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Calabria: la partita politica e la grande incognita delle inchieste giudiziarie. Si può solo aspettare… vigilando!

Scritto da: REDAZIONE

La partita politica calabrese, intesa a 360 gradi, non si chiude con le elezioni regionali del 3 e 4 ottobre. C’è una grande incognita, infatti, che rimane pendente con tutto il suo peso strategico: è quella relativa all’evolversi delle inchieste giudiziarie già avviate e agli altri possibili (ma non scontati) “terremoti” in arrivo. Nulla di certo, è ovvio. Il riserbo delle Procure è assoluto: non filtra neanche una sillaba! Per farsi un’idea, quindi, di ciò che potrebbe accadere, si può solo tentare di unire i diffusi e articolati “puntini” che emergono dai processi in corso di svolgimento (tra interrogatori di pentiti e di imputati, o anche di semplici testimoni), dai sequestri e dalle confische di patrimoni ingenti, dalle riflessioni di magistrati, avvocati, esperti e giornalisti, dai documenti ufficiali delle istituzioni competenti a partire dalle relazioni della Dia per passare agli atti della Commissione Antimafia. Unendo i fatidici “puntini” si può ipotizzare che l’azione della magistratura nei due distretti giudiziari della Calabria continuerà a essere molto attenta, e che forse potrebbero aprirsi nuovi importanti filoni. Se si ragiona a mente fredda è più difficile prevedere lo scenario opposto, e cioè che l’azione di contrasto della magistratura si sia potuta affievolire (ipotesi che è difficile prendere in considerazione) o che si sia potuta esaurire per mancanza oggettiva di materiale sul quale lavorare. Se, invece, l’azione di contrasto della magistratura dovesse risultare ancora molto incisiva, occorrerebbe capire che tipo di impatto la stessa potrebbe avere sull’assetto politico calabrese, o più complessivamente sul sistema di potere di una regione aggredita dal crimine organizzato, dalla massomafia, dai servitori infedeli dello Stato. Su questo fronte ogni previsione è tanto precaria quanto priva di informazioni attendibili, oltre che potenzialmente scivolosa, per cui meglio aspettare l’evoluzione naturale delle cose. Partiti e politica, però, non dovranno adagiarsi, né immaginare che non siano necessari ulteriori salti di qualità nell’affrontare la gestione della cosa pubblica. Lo stesso passaggio della nascita della nuova Giunta regionale a guida del neo eletto presidente Roberto Occhiuto andrà vissuto con gli occhi rivolti al futuro più che al passato. Ad esempio, far pesare solo le preferenze ottenute potrebbe rivelarsi un errore politico. Così come immaginare di imporre l’aridità di un puro “manuale Cencelli” quale metro per misurare tutto significherebbe compiere un incomprensibile salto nel passato. Accanto alle decisioni dei partiti occorrerà monitorare anche il comportamento degli alti apparati burocratici chiamati a consolidare visioni sempre più generose e sostenibili. Per ora fermiamoci qui, con un messaggio: quanti dovessero ritenere che la partita calabra sia chiusa potrebbero sottovalutare le variabili ancora in gioco! (mts)

Fotografia pubblicata: il palazzo di Germaneto (Catanzaro) simbolo primario in Calabria del sistema politico e burocratico

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