Politica Primo Piano

Calabria, politica, voti: i partiti sbattano fuori i “chiacchierati” per ‘ndrangheta

Facciamo una sorta di "gioco", per capire che poi in verità "gioco" non è: ognuno compili un proprio elenco... Quando l'iper-garantismo è un danno politico-sociale

L’argomento è tanto delicato quanto strategico per il presente e il futuro della Calabria. Sintetizziamolo con estrema chiarezza: i partiti, tutti, sono chiamati a sbattere fuori qualsivoglia soggetto “chiacchierato” per ‘ndrangheta. Utilizzo volutamente questa espressione che di sicuro incontrerebbe il dissenso dell’Accademia della Crusca, perché da operatore dell’informazione e da intellettuale profondamente calato nella realtà calabrese non dispongo dell’aggettivo giusto per descrivere il fenomeno che intendo denunciare pubblicamente. La denuncia è di tipo politico-sociale, e non ha natura tecnico-giuridica o addirittura giudiziaria. Perché altrimenti non abbiamo metabolizzato l’essenza più vera della ‘ndrangheta con tutto il suo portato di zone grigie che vanno dal bianco sporco al nero luttuoso. La ‘ndrangheta ha tutti i toni di grigio di “Photoshop” ed è per questa ragione che i partiti, e soprattutto i loro vertici, non possono e non devono aspettare le sentenze di Cassazione per agire, scegliere, intervenire, decidere da che parte stare. Per la Calabria e per la ‘ndrangheta l’iper-garantismo si traduce, purtroppo, in un vantaggio competitivo che le forze sane devono rifiutare categoricamente.

In Calabria le preferenze, in ogni competizione elettorale, servono non solo per accedere al potere o ai benefici dello stesso, ma anche per le rese dei conti interne. Chi ha più voti può chiedere e pretendere da Roma più attenzioni e spazi di manovra. Ma questo è un gioco perverso e nessuno faccia finta di non conoscerlo. Ecco la straordinarietà delle inchieste coordinate dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che pertanto assumono valenza storica e strategica. Inchieste dalle quali la politica e i partiti dovrebbero trarre ispirazione per autoriformarsi, per comprendere dove corrono il rischio di non vedere o addirittura di trasformarsi, se l’impostazione prevalente è quella dell’iper-garantismo, in incauti soggetti passivi di fenomeni drammatici che li attraversano e, nel peggiore dei casi, in complici più o meno consapevoli.

Torniamo alle prevedibili perplessità linguistiche dell’Accademia della Crusca e cerchiamo l’aggettivo giusto per bollare e spiegare il fenomeno tutto calabrese (ma anche esportato dai Calabresi) del sostegno elettorale che puzza di ‘ndrangheta e zone grigie. E ricordiamo di nuovo che non riteniamo sufficiente la sola definizione tecnico-giuridica che apre le porte a specifiche figure di reato. Collusione? Combutta? Contiguità? Prossimità? Vicinanza? Associazione? No, non basta. Ai partiti non dobbiamo indicare terminologie che consentano loro di scaricare la responsabilità sui soli magistrati, o addirittura di potersi nascondere dietro l’attesa annosa dei famosi tre gradi di giudizio. Preferiamo, quindi, una definizione meno tecnica e purista, ma più popolare e comprensibile: “chiacchierati” per ‘ndrangheta. La saggezza popolare sbaglia difficilmente e in genere trincia giudizi corretti prima delle sentenze inappellabili. Altrimenti non ne usciamo. Ci sono cose che si sanno ma che ancora non sono state sanzionate sul piano giudiziario. Ci sono sospetti gravi che sono stati solo parzialmente oggetto di indagini (almeno per quel che si sa). Eppure ci sono comunque soggetti “chiacchierati” dai quali bisognerebbe stare alla larga, con quel sano atteggiamento da padri di famiglia che non guasta mai.

Nessuno faccia finta di non sapere o di non essere stato avvisato. Perché se poi qualcosa di giudiziariamente rilevante dovesse accadere, le responsabilità politiche diverrebbero pesanti, gravi, inquietanti. In fondo è come decidere di vaccinarsi: lo fai non per curarti ma per impedire l’infezione a priori!

Chiudiamo proponendo un “gioco”: ognuno, guardando al proprio territorio o alle realtà che si conoscono meglio, compili un elenco dei “chiacchierati” per ‘ndrangheta. Compilato l’elenco si capirà che non è più un “gioco”.

Massimo Tigani Sava

38 Condivisioni
Condividi su Whatsapp