Calabria, un mare di pesci da gustare.

TRA IDENTITÀ, ECONOMIA E DIETA MEDITERRANEA

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La massima valorizzazione e promozione del pescato locale calabrese può avere vantaggi strategici su più fronti. Siamo di fronte a uno dei comparti più tradizionali degli assetti economico-sociali di una Calabria che nell’immaginario collettivo, nonostante possa vantare circa 800 chilometri di coste, è percepita prevalentemente come regione dalle forti radici agro-pastorali. Una “lontananza” culturale dal mare che ha motivazioni profonde. Basterebbe pensare all’incubo secolare delle scorrerie saracene o ottomane provenienti dal mare, che gli storici considerano un potente fattore di riorganizzazione sociale e urbanistica di tutti i tratti costieri dell’antico Bruzio. Oppure alla presenza di vaste aree malariche dovute, in diverse stagioni storiche, all’abbandono demografico delle fasce marittime e quindi alla mancata o minore lavorazione della terra, oppure alla scarsa attenzione rispetto alle azioni di bonifica spesso connessa a forme brutali di sfruttamento del lavoro dei contadini.

Ma se da un lato la storia ha “lavorato” per allontanare i Calabresi dal mare, dall’altro la forza e la tenacia dei suoi abitanti ha conservato, a macchia di leopardo, un potente legame con il Mediterraneo, dal Tirreno allo Jonio, passando per lo Stretto di Messina. Ecco quindi che ampi tratti costieri della regione (si pensi alla Costa Viola, allo Stretto di Messina, alla Costa degli Dei, alla Riviera dei Gelsomini, alla Riviera dei Cedri, alla Sibaritide, al Cirotano e al Crotonese…) testimoniano un legame importantissimo con l’economia del mare e con la pesca.
Il Pescato Locale Calabrese si conferma a tutti gli effetti come un elemento identitario tra i più importanti e persistenti della Calabria, sia per le specie ittiche catturate (Pesce Spada, Tonno, Pesce Azzurro, Crostacei…), con relative specifiche tecniche e attrezzature, sia per le culture artigiane e gastronomiche che ne sono derivate. Si pensi alla mitica “Sardella” o “Rosamarina”, o alle varie usanze di conservazione del tonno, o ai piatti che hanno come ingrediente il Pesce Spada, o alle varie zuppe (‘u Quadaru crotonese, ad esempio) che esaltano una varietà di pesci solo apparentemente di “seconda scelta”, oppure all’ampia e articolata proposta che coinvolge il pesce azzurro, con in testa le alici e le sarde, sia per quanto concerne le tecniche di conservazione (sale, peperoncino, olio…) sia le tante diverse pietanze della tradizione. Saperi, sapori e profumi fortunatamente ancora intatti, autentici e riproducibili, tanto da poter diventare sia elemento primario di stili di vita a misura d’uomo sia potente attrattore turistico.

Eccoli quindi gli evidenti vantaggi economico-sociali connessi alla massima valorizzazione e promozione del pescato locale calabrese: difesa e potenziamento delle realtà produttive esistenti, rappresentate spesso da aziende familiari o da positivi esempi di cooperazione in un Mezzogiorno caratterizzato da perduranti forme di individualismo; sostegno alla cucina identitaria basata su materia prima d’eccellenza e intesa anche come arricchimento di ogni tipo di offerta turistica; rafforzamento delle aziende di trasformazione, dalle più grandi alle più piccole; incentivo alla realizzazione di percorsi turistici ad hoc (tonnare, esperienze dirette sulle diverse tipologie di barche, diporto…) e di strutture museali, emulando la realtà dei più numerosi presìdi della civiltà contadina sparsi su tutto il territorio regionale; recupero della nobile tradizione della costruzione artigiana di barche da pesca, grazie ai mitici maestri d’ascia.
Da non sottovalutare, infine, la strettissima connessione che esiste fra la massima valorizzazione e promozione del pescato locale calabrese quale elemento costitutivo di un’alimentazione sana ed equilibrata e la Dieta Mediterranea che ha ottenuto, proprio dieci anni fa, il prestigioso riconoscimento Unesco quale bene immateriale dell’umanità. È risaputo, ad esempio, come il pesce azzurro (alici, sgombri, sarde…) sia una fonte eccellente di Omega 3, acidi grassi polinsaturi essenziali, che contribuiscono a costruire un’alimentazione bilanciata, salutistica, equilibrata.
Valorizzare e promuovere adeguatamente il Pescato Locale Calabrese non può che avere effetti benefici su tutto il territorio regionale.

Su questi capisaldi si fonda la campagna promozionale della Regione Calabria denominata “CALABRIA, Un mare di pesci da gustare. Tra identità, economia e dieta mediterranea”.

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