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Calabria zona rossa da lunedì 29 marzo, autocertificazione e spostamenti: ecco cosa si potrà fare

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L’Italia resterà chiusa fino all’inizio di maggio, e da lunedì più di metà del Paese sarà zona rossa dato che Calabria, Toscana e Valle d’Aosta si vanno ad aggiungere alle sette regioni ed alla provincia autonoma di Trento in cui già erano in vigore le restrizioni più dure. Le zone rosse dovrebbero restare tali fino al 13 aprile. E comunque, fino al 30 aprile niente spostamenti tra le regioni, saracinesche ancora abbassate per bar e ristoranti, e riapertura rinviata a data da destinarsi per palestre, piscine, cinema e teatri. Zona gialla cancellata fino alla fine del mese. Con ancora 24 mila casi e 450 morti in un giorno, il dato di ieri, il governo conferma la linea del massimo rigore anche dopo Pasqua, decidendo però di investire il tesoretto garantito dai primi segnali di inversione della curva epidemica sulla scuola: fino alla prima media si tornerà in presenza anche nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media ed al 50% quelli delle scuole superiori.

La Calabria, rimasta in bilico fino alle 19 di ieri, paga il rapido aumento dell’indice Rt, quello che misura la trasmissibilità dell’infezione, arrivato ad 1,37 con un intervallo minimo di 1,25. Dunque, non è stato sufficiente che l’incidenza fosse sotto controllo e che la pressione sui reparti degli ospedali e sulle terapie intensive non fosse molto alta: il rischio moderato della scorsa settimana è ora riconsiderato e giudicato suscettibile di una rapida progressione dei casi, come dimostrano i numeri dell’ultima settimana ed in particolare degli ultimi tre giorni, in cui si sono contati 1.252 nuovi contagi, e dunque anche di un pericoloso aumento delle ospedalizzazioni. Del resto, si sa che in provincia di Cosenza non ci sono più posti liberi sia nelle degenze ordinarie che nella terapia intensiva dell’ospedale Annunziata, ma segnali di sofferenza giungono ormai anche da altre parti della regione. Si chiude per evitare di superare le soglie di sicurezza e perchè altrimenti la Pasqua rischia di diventare un fattore di maggiore diffusione dei contatti, e dunque dei contagi.

“Le misure adottate finora ci hanno dato un primissimo segnale di rallentamento, ma la situazione è ancora delicata”, ha detto ieri sera il ministro Speranza spiegando la scelta di prolungare la stretta ancora per un altro mese che ha anche provocato tensioni nella maggioranza di governo. Anche se ormai dovremmo saperlo a memoria, val la pena di ricordare cosa si potrà fare e cosa no nella nostra regione a partire dalla prossima settimana. Anzitutto, gli spostamenti sono limitati a quelli per lavoro, necessità o motivi di salute, che dovranno comunque essere autocertificati. L’autocertificazione va compilata per ogni singolo spostamento. Ovviamente, tra le 22 e le 5 resta il coprifuoco, valido sia nei giorni feriali che in quelli festivi, com’era del resto anche in zona arancione.

I calabresi non potranno recarsi in un’altra regione ma neppure muoversi all’interno della propria se non per motivi validi, sempre gli stessi, lavoro, salute, necessità. Consentiti i rientri presso le proprie residenza, domicilio, abitazione, mentre solo i familiari fra loro conviventi possono spostarsi presso le seconde case, senza altri parenti od amici. A proposito di questi ultimi, niente visite, anche se da sabato 3 a lunedì 5 aprile, quando scatta il lockdown per tutti, dalle 5 alle 22 sarà possibile raggiungere una sola casa, ed una sola volta al giorno, al massimo in due e con eccezione dei figli minori di 14 anni. Possibile recarsi ad aiutare chi non è autosufficiente, purchè da soli. L’attività motoria è consentita all’aperto, nei pressi della propria abitazione ed a livello individuale, ma distanziamento e mascherina restano obbligatori. La zona rossa sarà purtroppo un altro colpo al cuore del commercio, che sperava nella Pasqua per risollevarsi un po’. Chiuderanno i negozi ritenuti non essenziali mentre possono restare aperti i negozi di generi alimentari, farmacie, edicole, tabaccai, ferramenta e chi vende prodotti per bambini. Richiudono parrucchieri, barbieri e centri estetici. Per bar e ristoranti non cambia molto: niente tavoli e consumo sul posto, si resta alle consegne a domicilio ed alla possibilità di asporto fino alle 22. E comunque, dal 3 al 5 aprile, quando tutt’Italia sarà zona rossa, pranzare al ristorante non sarà possibile per alcuno.

F.S.

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