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Calcio, a Crotone ricomincia la telenovela stadio

Sembrava una storia ormai finita, nessuno ci pensava più. Invece, a Crotone la telenovela-stadio è ricominciata e rischia, da un lato di creare problemi enormi in vista di una stagione calcistica che nasce all’insegna della voglia di riscatto, dall’altra di sfibrare i nervi di una tifoseria che da tre anni continua a fare i conti con questioni che di sportivo hanno nulla. Com’era accaduto anche un anno fa, la Soprintendenza archeologica della Calabria ha nuovamente chiesto che siano smantellate le strutture amovibili dei settori della tribuna coperta edella curva Sud dello stadio “Ezio Scida”, cioè quelle montate nell’estate del 2016, dopo la promozione del Crotone in serie A, per adeguare la capienza dell’impianto alle prescrizioni imposte dalla partecipazione al torneo. Non solo: la richiesta del soprintendente, Mario Pagano, è giunta a quarant’otto ore dalla prima gara casalinga della stagione, quella di coppa Italia contro l’Arezzo, ed un mese e mezzo dopo la sentenza del Tar, che il 26 giugno scorso aveva accolto il ricorso del Comune di Crotone e del Crotone Calcio contro il rifiuto della Soprintendenza di prorogare l’autorizzazione concessa tre anni fa, alla vigilia del campionato di serie A. Nella sentenza di un mese e mezzo fa, i giudici del tribunale amministrativo avevano sottolineato che “le strutture non insistono sull’area vincolata direttamente ma su quella limitrofa, sulla quale esiste un vincolo indiretto già dal 1981 com’è precisato anche sulla planimetria dei vincoli del Ministero dei Beni Culturali. Pagano ha accennato ad un non meglio precisato programma di valorizzazione dell’area senza, tuttavia, specificare quando questo programma verrà avviato, se verranno effettuati nuovi scavi ed in che parte dell’area dello stadio. E come aveva fatto anche un anno fa, nella diffida ha minacciato l’invio dei Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale.
Immediata, e furibonda, la reazione del presidente del Crotone, Gianni Vrenna, che ha parlato di “accanimento contro le società del gruppo, un attacco personale su più fronti”, di “misura sproporzionata studiata a tavolino per nuocere ad un’intera comunità”, di “vicenda che sta assumendo toni grotteschi. Vogliono uccidere il Crotone – ha detto Vrenna – con una diffida che suona come una minaccia e che, stranamente, viene notificata a 48 ore dall’esordio stagionale, in un periodo fitto di impegni, quasi a voler creare più disagi possibili. Se la Soprintendenza insisterà su questa strada saremo costretti a prendere decisioni drastiche, pretendendo che siano attribuite le responsabilità e gli eventuali danni che tali gesti causano, ed in ultima analisi ritirando la squadra da tutte le competizioni”. Il Comune di Crotone ha già dato mandato ai suoi legali di produrre un ricorso urgente al Tar per ottenere una sospensiva, anche in questo caso com’era accaduto un anno fa. Il sindaco Ugo Pugliese ha parlato di “tempismo ad orologeria, la conferma che c’è qualcuno che rema contro e che non vuole risolvere i problemi, ma crearli”.
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