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CALCIO | Dopo 25 anni capitan Galardo saluta il Crotone: «Non ha bisogno del mio contributo»

La bandiera rossoblu affida ad una lettera i suoi pensieri ed i ringraziamenti a società, tifosi e città Scritto da: REDAZIONE

L'ultima partita di Galardo in rossoblu nel 2015

“Come in qualsiasi film arriva il momento dei saluti, dei ringraziamenti e dei titoli di coda. Una vita con la pelle tatuata di rossoblù, 25 anni da protagonista, gran parte dei quali a lottare con la fascia da capitano in mezzo al campo per difendere la maglia dell’FC Crotone, sempre al massimo delle mie potenzialità, superando i miei limiti e andando oltre gli ostacoli”. E’ l’arrivederci che Antonio Galardo, già capitano e bandiera rossoblu, ha rivolto in una lettera ai tifosi, alla città ed alla società sportiva pitagorica. “Sempre e solo al servizio della squadra, ovunque mi venisse chiesto di giocare, con spirito di sacrificio e abnegazione, sempre per il bene primario della squadra – continua il numero 4 rossoblu che ha ripercorso la sua carriera – sono tanti i passaggi cruciali, le gioie, qualche insuccesso, semplicemente l’essenza dello sport. Ci sono state sicuramente tappe fondamentali nelle tante stagioni vissute in rossoblù che hanno contribuito a scrivere le successive pagine della favola Crotone: sicuramente il successo di Benevento nella finale playoff del 21 giugno 2009 per diversi motivi non solo sportivi è stata la più grande impresa. Una carriera di successo si costruisce solo se sia nei momenti esaltanti che in quelli meno non venga mai a mancare il rispetto dei compagni, degli avversari, dei tecnici, della dirigenza e della gente che paga il biglietto per supportarti. Vivere dentro e fuori del campo nel rispetto degli altri, pretendendo in cambio semplicemente il medesimo rispetto senza mettere da parte mai la dignità personale. L’orgoglio per il bene del gruppo e dell’obiettivo a volte come segno di maturità e lungimiranza è necessario metterlo da parte, ma la dignità mai, quella no!”

I tifosi

“Mi rivolgo ai tifosi per ringraziarli dell’affetto che mi avete sempre dimostrato, ripagandomi di ogni singolo km percorso in campo di ogni singola goccia di sudore – continua Galardo – oggi il Crotone non ha bisogno del mio contributo, ma non può prescindere dall’affetto del pubblico, dal vostro sostegno incondizionato, per aiutare la squadra a ritornare immediatamente nella categoria che le compete. L’ultima partita in C ero protagonista in campo, la prossima sarò sugli spalti come voi a sostenere la squadra da tifoso“.

«E’ meglio defilarsi»

È un momento difficile per me, un passaggio cruciale della mia carriera e volevo condividerlo con voi – scrive la bandiera rossoblu – a volte per il bene di tutti è meglio defilarsi, lasciare spazio, sicuro che non si tratti di un addio, non so se si tratta di un arrivederci, ma se il Crotone in futuro avrà bisogno di nuovo di me non potrò esimermi dal dare una mano. Oggi a malincuore, constatato che non ci sono i presupposti per continuare questa splendida storia d’amore, è preferibile prendersi una pausa di riflessione per non farsi del male e sciupare quanto di bello vissuto insieme”.

I ringraziamenti

“È arrivato il momento dei ringraziamenti: in primis alla gente, la mia gente, la gente della mia città; alla mia famiglia che mi ha supportato e a volte sopportato nel corso della mia carriera; agli amici di una vita, ai tecnici che ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada dai quali ho potuto assimilare tutto quello che sono calcisticamente; ai tanti compagni di questa splendida avventura gran parte dei quali fanno parte ancora oggi della mia vita; alla proprietà del club, in particolare al presidente Gianni Vrenna con il quale per 25 anni ho avuto rapporti quotidiani, per la fiducia che ha voluto accordarmi nel corso di questi lunghi anni di militanza in rossoblù, tutti i dirigenti, il direttore Ursino, punto di riferimento da calciatore e da uomo della società, i funzionari e gli impiegati della sede, alcuni dei quali hanno iniziato con me questo lungo percorso (Emanuele Roberto, Anselmo Iovine e Rosario Panebianco) ai quali si sono aggiunte altre figure nel corso degli anni nel percorso di crescita del club ed in fine, ma non per ultimi, i magazzinieri, i medici, i fisioterapisti, gli addetti ai campi e tutti coloro che ho incontrato nel corso della mia lunga carriera da calciatore prima e da uomo della società dopo”.

Il Crotone «come stile di vita»

“Per me non è stato solo una fede, una professione – conclude Antonio Galardo – ma uno stile di vita che farà per sempre parte di me e della mia vita. Si dice che l’amore è eterno finché dura, ma in questo caso l’amore sarà eterno e basta. Arrivederci e sempre forza squali”.

(fonte foto: canale Youtube Fc Crotone)

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