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Cambio al vertice della prefettura di Catanzaro: arriva Enrico Ricci, Cucinotta a Palermo

Il Consiglio dei ministri ha deliberato anche lo scioglimento per mafia del Comune di Cosoleto

Il Consiglio dei ministri, conclusosi in nottata, ha deliberato il trasferimento del prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, presso la prefettura di Palermo. Al suo posto arriva Enrico Ricci, attualmente prefetto di Bergamo. “Al prefetto Maria Teresa Cucinotta – dichiara il presidente della Regione, Roberto Occhiuto -, destinata dal Consiglio dei ministri alla città di Palermo, va un sentito ringraziamento per l’alto senso dello Stato ed il lavoro svolto in Calabria, in proficua collaborazione e in sinergia continua con le istituzioni calabresi e le comunità della provincia di Catanzaro. A lei auguriamo il meglio per il prestigioso incarico che andrà a ricoprire alla guida della Prefettura del capoluogo siciliano. Diamo, allo stesso tempo, il benvenuto a sua eccellenza Enrico Ricci che, arrivando da Bergamo, guiderà a Catanzaro gli uffici territoriali del governo e al quale assicuriamo condivisione d’intenti e il necessario supporto della Regione Calabria. Auguri e buon lavoro”. Inoltre, il Cdm ha stabilito il rientro dalla posizione di disponibilità del dirigente generale di pubblica sicurezza Renato Cortese, per il conferimento delle funzioni di Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo del Ministero dell’interno, dopo l’assoluzione con formula piena nel caso Shalabayeva. Lo aveva già annunciato lo scorso maggio l’ex ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, con la comunicazione dell’accesso della commissione al Comune di Cosoleto, in provincia di Reggio Calabria, e ieri il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento per mafia. Tutto nasce dall’inchiesta Propaggine, del 10 maggio 2022, contro la cosca Alvaro-Penna, di Sinopoli, nella quale era stato arrestato il sindaco Antonino Gioffrè, accusato di scambio elettorale politico mafioso.  Nella manovra di bilancio di 35 milioni di euro del Governo Meloni è prevista la riattivazione della società Stretto di Messina spa, attualmente in liquidazione. Il ripristino della società servirà a riavviare il progetto del Ponte sullo Stretto, con “il riavvio di un percorso che comincia 54 anni fa e che alla collettività è costato centinaia di migliaia di euro senza posare mai una pietra”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel corso della conferenza stampa sulla manovra, ribadendo che il 5 dicembre a Bruxelles chiederà un cofinanziamento europeo per la realizzazione del Ponte.

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