domenica, 16 giugno 2024

Capodanno, Occhiuto a madre Ferrerio: «Mele marce non possono infettare intera città»

Il presidente della Regione ha risposto alla lettera della mamma del 21enne ridotto in fin di vita, la quale ha affermato che la trasmissione televisiva Rai è "una mancanza di rispetto" nei confronti del figlio

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La premessa è che “da padre, e non da uomo politico, ho tentato di immaginare il suo dolore, la sua disperazione, il suo stato d’animo”. Tuttavia “indossando i panni del politico e nel mio caso anche di governatore della Calabria, devo agire e decidere avendo come stella polare il bene dell’intera Regione che ho l’onore di guidare. Singole mele marce non possono infettare un’intera città, chi sbaglia va punito in modo netto, ma atti isolati non possono infangare una comunità composta da persone straordinarie. Crotone, compresa la sua provincia, è un territorio complesso, con tanti problemi, ma allo stesso tempo stupendo, unico e accogliente”. Così, in una lunga missiva, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, replica alla lettera di Giuseppina Orlando, mamma del ventunenne bolognese, Davide Ferrerio, aggredito e ridotto in fin di vita nell’agosto del 2022 a Crotone, secondo la quale il Capodanno televisivo nella città calabrese è “una mancanza di rispetto” nei confronti del figlio. “Lo scorso febbraio – ha osservato Occhiuto – abbiamo vissuto la tragedia di Steccato di Cutro, la morte di decine e decine di migranti causata da un tragico naufragio. Cutro e Crotone per settimane hanno conosciuto la ribalta mediatica per un evento luttuoso, e i cittadini di questi territori si sono segnalati all’attenzione nazionale per accoglienza, per solidarietà, per la compostezza con la quale hanno sostenuto, rispettando il loro immenso dolore, i parenti delle tante vittime”. A giudizio del governatore delle Calabria, ancora, “il Capodanno televisivo della Rai rappresenta una grande occasione per il nostro territorio, e ho scelto Crotone perché tra le cinque province calabresi è quella che più ha bisogno di emanciparsi, di avere una grande ribalta nazionale per farsi conoscere il più possibile, per rilanciarsi, per tirare fuori, appunto, il meglio di sé. Non pretendo, con queste poche righe, di convincerla ad ogni costo della bontà della mia decisione, che difendo e che confermo – argomenta -: volevo solo spiegarle la logica che ha mosso la Regione nel percorso che ci porterà il 31 dicembre 2023 a condividere piazza Pitagora con decine di milioni di italiani sparsi su tutto il territorio nazionale”.

Nella sua lettera rivolta a Giuseppina Orlano, Occhiuto ha iniziato scrivendo che “da padre, e non da uomo politico, ho tentato di immaginare il suo dolore, la sua disperazione, il suo stato d’animo. Lo strazio quotidiano nel vedere il suo Davide costretto su un letto d’ospedale, dopo la barbara aggressione subita il 12 agosto del 2022. L’impotenza – ha proseguito – di fronte ad una situazione assurda piombata dal nulla a distruggere la vita di una bella famiglia. Il comprensibile sentimento di rigetto nei confronti di Crotone, sua città natale diventata purtroppo teatro macabro di una tragedia così grande”. A giudizio del governatore calabrese, ancora, “la scorsa estate il Paese intero rimase attonito in seguito al vile pestaggio di suo figlio. La condanna fu unanime da parte delle istituzioni calabresi e nazionali, e anche da parte della comunità crotonese, desiderosa di marcare subito la differenza tra le bestie che avevano aggredito Davide e il resto della cittadinanza pitagorica. I criminali che hanno ridotto, per futili e risibili motivi, Davide in fin di vita pagheranno il conto, attraverso la giustizia, per le loro inspiegabili azioni. Le istituzioni locali – ha sottolineato – si sono costituite parte civile nei processi in corso, e ci aspettiamo una pena dura ed esemplare per questi assassini”. Ad ogni modo, ha puntualizzato Occhiuto, “indossando però i panni del politico e nel mio caso anche di governatore della Calabria, devo agire e decidere avendo come stella polare il bene dell’intera Regione che ho l’onore di guidare. Singole mele marce non possono infettare un’intera città, chi sbaglia va punito in modo netto, ma atti isolati non possono infangare una comunità composta da persone straordinarie. Crotone, compresa la sua provincia – ha concluso – è un territorio complesso, con tanti problemi, ma allo stesso tempo stupendo, unico e accogliente”.

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