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Caretta Calabria conservation: “I nidi delle tartarughe a rischio per i veicoli a motore che vanno in spiaggia”

L'allarme dell'associazione: "Fuoristrada, mezzi meccanici e sbancamenti abusivi sono frequenti anche nelle zone protette" Scritto da:

La presenza incontrollata ed abusiva di mezzi fuoristrada e veicoli a motore sulle spiagge calabresi mette a rischio (e talvolta ne provoca la distruzione) i nidi di tartaruga “Caretta caretta”, oltre che dell’habitat di altre specie protette. L’allarme arriva dall’associazione Caretta Calabria Conservation, che per evidenziare la gravità del problema ha inviato una segnalazione ufficiale agli enti preposti al controllo ed alle forze dell’ordine che hanno competenza sugli arenili.

Una segnalazione a firma di Giovanni Parise, per conto dell’associazione che dal 2015 si occupa del monitoraggio e della tutela dei nidi di Caretta caretta in Calabria, autorizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

Nel pattugliamento giornaliero della costa alla ricerca dei nidi di Caretta – spiega l’associazione – capita spesso di rinvenire in spiaggia le inequivocabili tracce dei fuoristrada e di altri veicoli a motore simili. Un fenomeno diffuso persino nelle Zone speciali di conservazione costiere, in Riserve e Parchi marini regionali istituiti appositamente per la tutela di habitat e specie particolarmente protetti come il Fratino Charadrius alexandrinus e la stessa Tartaruga marina Caretta caretta”.

Il fenomeno ha un impatto ancora più violento lungo la costa ionica reggina, dove si concentra “il maggior numero di nidi di Caretta deposti a livello nazionale, e dove l’associazione opera più stabilmente”.

Qui – prosegue la nota – nonostante la nostra presenza e la pluriennale opera di sensibilizzazione, i fuoristrada imperversano ovunque: nella scorsa stagione estiva un nido di Caretta è stato parzialmente distrutto da uno dei tanti veicoli che percorrono abitualmente la spiaggia di Bruzzano Zeffirio (RC), all’interno della spiaggia di Brancaleone e del Parco Marino Regionale Costa dei Gelsomini. In alcune aree il transito è talmente frequente da rendere impossibile il rinvenimento delle orme delle femmine di Caretta e la successiva messa in sicurezza delle nidiate, che vengono quindi distrutte”.

Una situazione molto grave, anche perché alla minaccia di moto, quad e fuoristrada si aggiungono “la pulizia meccanica degli arenili e le altre operazioni di ‘livellamento’ svolte da privati anche nelle ZSC, senza alcuna Valutazione di incidenza ambientale”.

Di qui la richiesta di un intervento deciso, per risolvere una situazione che rischia di vanificare tutti gli sforzi compiuti per la tutela di specie protette.

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