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Cariati, Morra e Corrado chiedono al Viminale lo scioglimento del Consiglio Comunale

(da sinistra: Nicola Morra, Margherita Corrado, Filomena Greco)

«Il Ministro dell’Interno verifichi se ci sono le condizioni per rimuovere il sindaco di Cariati o sciogliere direttamente il consiglio comunale della cittadina del Basso Jonio secondo quanto previsto dal Tuel»: lo chiedono in una nota il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, nonchè senatore, Nicola Morra, e la collega Margherita Corrado, senatrice e membro della Commissione. I due hanno chiesto al titolare del Viminale Matteo Salvini, con una una interrogazione parlamentare, «se non intenda provvedere alla rimozione del sindaco di Cariati Filomena Greco ai sensi dell’articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o, alternativamente, viste le difficoltà del Consiglio e della Giunta ad adempiere le proprie funzioni, se ritenga sussistenti i presupposti per attivare la procedura contenuta nell’articolo precedente dello stesso decreto legge, in materia di scioglimento dei Consigli comunali».

Lo scorso 29 marzo – riporta la nota congiunta dei due esponenti del Movimento 5 Stelle – per effetto della legge Severino, il Ministero dell’interno, per tramite del prefetto di Cosenza, ha sospeso dalle sue funzioni il sindaco di Cariati in quanto «quest’ultima è stata tra i protagonisti dell’episodio di corruzione riscontrato nel corso dell’operazione “Platone” coordinata dalla Procura di Castrovillari che riguarda la costruzione dell’ospedale privato di Cariati». Per questi motivi la Greco era stata posta dapprima ai domiciliari e poi, dal tribunale del Riesame, le era stato imposto il divieto di dimora nel suddetto comune. Il Tribunale del Riesame aveva, infatti, confermato l’impianto accusatorio della Procura di Castrovillari ritenendo «sussistente la gravità indiziaria: corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e abusivismo edilizio, per arrivare alla costruzione dell’ospedale privato del gruppo iGreco Ospedali Riuniti a Cariati (di cui il sindaco stesso deterrebbe una quota di partecipazione societaria)».

«Da marzo – affermano nella nota Morra e Corrado – senza considerare le vicende giudiziarie pregresse e la fine della prima consiliatura Greco risalente a fine 2018 quando l’allora maggioranza presentò le dimissioni da un notaio viste, già allora, le difficoltà amministrative esistenti, il Comune del Basso Jonio Cosentino è senza una vera guida con tutte le difficoltà del caso: diversi Consigli comunali sono andati deserti (l’opposizione ha più volte chiesto le dimissioni della maggioranza) e la città viene amministrata a fatica a causa di una situazione politica fortemente instabile vista la situazione giudiziaria che investe il sindaco. Crediamo sia il momento giusto affinché il Ministero dell’Interno prenda le giuste dovute contromisure previste dalla legge per mettere fino a questo ennesimo caso di abuso e corruzione in Calabria e ridare dignità ai cittadini».

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