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Caro bollette, Cugliari (Cna): “Più del 14% delle aziende calabresi chiuderà e l’80% andrà fuori regione”

Il presidente del Cna Calabria chiede di intervenire sui mutui con una moratoria, come si fece con la crisi legata al Covid

“Alla fine del 2021 una nostra indagine aveva rilevato che le piccole aziende calabresi a rischio chiusura a causa del caro-energia erano oltre il 6%. Mentre oltre il 10% dichiarava che avrebbe dovuto ridurre l’attività. Oggi, con la sostanziale duplicazione dell’impatto energetico sui costi aziendali stimiamo un raddoppio di quelle percentuali, con oltre il 14% di imprese non più nelle condizioni di proseguire l’attività e oltre il 20% costretta a ridurre l’attività e conseguentemente anche l’occupazione. Ma il dato più allarmante e che 80% degli intervistati dice che dopo la chiusura lascerà la Calabria, questo ci preoccupa tantissimo aumenterebbe vertiginosamente lo spopolamento della regione”. E’ quanto afferma, in una nota, il presidente di Cna Calabria, Giovanni Cugliari, che lancia l’allarme sui rischi legati al problema del costo dell’energia per aziende e famiglie. “Ecco perché – aggiunge Cugliari – insisto sulla necessità di individuare misure immediate che garantiscano effetti concreti nel breve termine. Oggi dobbiamo saper rassicurare e offrire una prospettiva ai nostri artigiani commercianti e piccoli imprenditori, proprio come abbiamo saputo fare con l’emergenza sanitaria. Artigiani, imprese, professionisti devono poter continuare a guardare al domani con fiducia”. “Tra le proposte che Cna ha avanzato – è detto in un comunicato – vi è la richiesta di intervenire sui mutui con una moratoria nello stesso modo con cui si era agito per la crisi legata al Covid, una misura fondamentale per alleggerire imprese e famiglie delle conseguenze dei costi energetici e dell’inflazione. Altrettanto importante la proposta di una rateizzazione ‘molto spinta’ sul pagamento delle bollette da poter spalmare in 5-10 anni”. “Anche se rimaniamo dall’avviso – sostiene il presidente di Cna Calabria – che i rincari siano a carico dello Stato così come la richiesta di mantenere e rafforzare al 50% i crediti di imposta sui maggiori costi di elettricità e gas. Altra proposta è il sostegno all’autoproduzione con l’introduzione credito di imposta per installazione di impianti da fonte rinnovabile e la sburocratizzazione rapida per gli impianti fotovoltaici sotto ai 200 kW, accompagnata da incentivi regionali”.

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