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“Caro calabrese ti scrivo…”: ti chiedo il voto alla faccia della privacy

E' quanto accade a Milano dove i calabresi hanno ricevuto una lettera da un conterraneo candidato alle elezioni Amministrative Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Ci scuserà il maestro Lucio Dalla se usiamo la citazione di un suo intramontabile brano, ma la storia che vi andiamo a raccontare ha qualcosa di ‘particolare’. «Caro amico ti scrivo…» era l’incipit de “L’anno che verrà”: in questo caso potremmo dire “Caro calabrese ti scrivo”. E’ più o meno così che inizia la lettera che Pietro Marrapodi, candidato leghista alle Amministrative di Milano, originario di Casignana – nel Reggino, ha inviato in questi giorni ai conterranei che vivono nel capoluogo meneghino per chiedere il voto il 3 e 4 ottobre. A quanto appreso, la missiva è arrivata a tutti i calabresi che vivono a Milano: un’iniziativa decisamente da Seconda Repubblica e di berlusconiana memoria. Il fatto non è questo, ma è il come il candidato sia riuscito ad avere nominativi ed indirizzi dei destinatari poiché le lettere sono personali. Per ovvie ragioni di privacy che – certo – il “nostro” non si è posto, abbiamo blerato (o offuscato per i meno tecnici) il nome ed il cognome di chi ha ricevuto la missiva. Dunque, la domanda che si sono posti i destinatari – che in molti casi non hanno gradito la ricezione del messaggio – è come ha fatto Pietro Marrapodi ad avere nomi ed indirizzi di tutti questi calabresi che vivono, lavorano, studiano a Milano. Non vi è alcun dubbio sulla violazione della privacy poiché si tratta di dati sensibili e riservati. Il tam-tam è partito sui social e si attendono gli sviluppi. Marrapodi – si legge sul suo sito – ha 48 anni e si è trasferito a Milano nel 1992 per studiare; si è candidato alle Amministrative del 2016 sempre con il Carroccio, risultando eletto nel Municipio 3.

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