sabato, 15 giugno 2024

Caso Ferrerio, prosciolto il quinto uomo: nel suo comportamento non ci sarebbe dolo

L'udienza si è svolta questa mattina a Crotone

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Alessandro Curto, il 32enne di Petilia Policastro indagato in concorso anomalo in omicidio per l’aggressione a Davide Ferrerio, è stato prosciolto. Non c’è il dolo, secondo il procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia, che nell’udienza che si è svolta questa mattina presso il tribunale di Crotone ha chiesto il non luogo a procedere sostenendo che nel comportamento di Curto non c’era il dolo ravvisato “ma non chiarito” dal gip che aveva chiesto l’imputazione coatta e di conseguenza neppure il concorso anomalo in tentato omicidio. La tesi della Procura è stata sposata anche dall’avvocato di parte civile che rappresenta il Comune di Crotone, Jacopo Abruzzo, dopo che era stata rigettata la sua richiesta di ampliare l’imputazione al reato di sostituzione di persona. Curto, infatti, che aveva avviato una conoscenza sui social con la ragazza motivo del pestaggio che ha ridotto in fin di vita il giovane bolognese, aveva inviato un messaggio all’allora minorenne dicendo di avere una maglietta bianca sul luogo dell’appuntamento, defilandosi. Maglietta bianca che, invece, indossava Davide Ferrerio, aggredito da Nicolò Passalacqua che lo ha ridotto in coma irreversibile. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Renzo Cavarretta, riprendendo le intercettazioni eseguite dalla Squadra mobile in questura tra Curto ed alcune parenti della ragazza, ha sostenuto che il suo assistito “non aveva avuto sentore di pericolo quella sera” e che non sapeva che la giovane fosse minorenne. Gli avvocati della famiglia Ferrerio, Gabriele Bordoni e Fabrizio Gallo, si sono opposti ribadendo che senza quel messaggio non ci sarebbe stato il pestaggio di Davide.