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Catanzaro, la maggioranza del sindaco Nicola Fiorita e la forte accelerazione politica nazionale

Scritto da: MASSIMO TIGANI SAVA

Anche Catanzaro, capoluogo di regione e con un sindaco appena eletto, è chiamata a fare i conti con un’accelerazione politica imprevista. Il 25 settembre non si voterà “solo” per il rinnovo del Parlamento, ma per scegliere da che parte stare nel mondo, con tutti gli occhi che contano puntati sull’Italia. Nessuno potrà negare che Mario Draghi, l’Italiano più stimato e ascoltato in Usa e in Europa assieme al Presidente Sergio Mattarella, ha caratterizzato il proprio mandato con la posizione più nettamente atlantista, filo-Nato ed europeista. E lo ha fatto nella fase più tragica della guerra tra Russia e Ucraina, che prosegue ed ha una forte ricaduta planetaria se si pensa anche alla geopolitica, agli armamenti, alle fonti energetiche, all’economia. Quanti hanno fatto cadere l’esecutivo Draghi per calcoli politici poco generosi nei confronti dell’Italia e degli Italiani che sfacchinano dalla mattina alla sera per resistere alle crisi, hanno azzoppato un atlantista e un europeista convinto: state certi che ne pagheranno il prezzo, anche in maniera pesante. Con la geopolitica, ce lo insegna la storia, non si scherza. Ne abbiamo discusso anche ieri sera al Parco Gaslini, su iniziativa della Ubik e di Nunzio Belcaro, alla presentazione dell’ultimo saggio di Filippo Veltri intitolato “Quando c’era la politica”. Troppi in questi mesi hanno dimenticato che viviamo ancora gli equilibri geopolitici che sono nati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Palmiro Togliatti stesso, leader di un Pci che fino a pochi giorni prima pensava di poter guidare una rivoluzione proletaria, con la Svolta di Salerno (aprile 1944) aprì alla democrazia liberale, alla repubblica democratica, a un’Italia collocata nella sfera statunitense e non in quella sovietica. Chi lo aveva spiegato a Togliatti? Un certo Iosif Stalin, che non era proprio il primo arrivato.
Ora qualcuno penserà: ma che cosa c’entra la situazione politica di Catanzaro con questi ragionamenti di geopolitica? C’entra, c’entra. Solo un ignorante privo dei necessari studi storici può immaginare che i processi politici italiani non siano pesantemente condizionati dalla geopolitica. Il 25 settembre ogni italiano sarà chiamato a decidere da che parte deve stare un Paese che per gli Usa ha rilevanza strategica. Ripeto: strategica. Io personalmente ho serissimi dubbi che il terzetto Berlusconi-Salvini-Meloni possa avere la credibilità politica necessaria, con gli Usa e con l’Europa (Francia, Germania…), per governare l’Italia. E se potessi consiglierei Giorgia Meloni di non andare dietro ai disegni politici molto azzardati del duo Berlusconi-Salvini, e di pensare, con più calma, di costruire un partito conservatore e liberale tanto chiaramente antifascista quanto collocato nella dimensione di una destra di stampo anglosassone. Ci vuole tempo per governare questi processi, e non accelerazioni brusche. Gianfranco Fini, che commise altri errori, è stato il personaggio politico di estrazione Msi più vicino a realizzare questo percorso racchiuso in una coerente e accettabile logica occidentale. Ricordo il Fini presidente della Camera e il Fini che compì uno storico viaggio in Israele. Il duo Berlusconi-Salvini sta semplificando eccessivamente, e mi meraviglierei molto se personalità del calibro di Giancarlo Giorgetti o di Luca Zaia si facessero coinvolgere in una battaglia politica improvvisata, poco meditata, sbagliata e combattuta su un terreno storico tanto dirimente quanto scivolosissimo.
Torniamo a Catanzaro, dove Nicola Fiorita ha varato una prima Giunta comunale e deve affrontare il nodo presidenza del Consiglio non disponendo di una maggioranza solida emersa dalla tornata elettorale. L’accelerazione nazionale potrebbe favorire una semplificazione del quadro. Ogni singolo consigliere comunale di una città capoluogo di regione dovrebbe essere chiamato, in vista del 25 settembre, a decidere da che parte stare. Non potranno essere le logiche localistiche a suggerire i posizionamenti, ma una forte spinta ideale ricca di contenuti alti. Chiunque si senta atlantista, europeista e difensore del modello delle democrazie liberali e riformiste, dovrebbe concordare con Fiorita passaggi politici alimentati da motivazioni nobili. L’accelerazione esogena c’è. Tra qualche settimana tutti coloro i quali fanno politica, soprattutto in un capoluogo di regione, dovranno schierarsi. Perché non legare questo inevitabile percorso a una semplificazione seria del quadro politico catanzarese, restituendo proprio alla politica quei connotati di spessore culturale e ideale che la stessa merita? A quanti ritengono che fare politica a Catanzaro possa significare occuparsi solo di quanto accade tra S. Elia e Barone, vorrei ricordare che la base aeronautica di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, ospita il 31st Fighter Wing, stormo di caccia che forma parte della United States Air Forces in Europe, uno dei maggiori comandi dell’USAFE (si legge: con consistente armamento nucleare, con 9mila americani residenti, con centinaia di voli al mese). E che a Napoli avrà presto sede più stabile il Comando operativo della Sesta Flotta che ha ruoli strategici in tutto il Mediterraneo guardando al Medioriente e a Est (si legge: decine di navi fra le quali portaerei della classe Nimitz; decine e decine di aerei ed elicotteri da combattimento; migliaia di militari e civili americani). Qualcuno ritiene che si possa immaginare di guidare l’Italia con posizioni politiche diverse fin qui garantite dal Presidente Sergio Mattarella (lasciatemelo dire: un grandissimo Presidente della Repubblica) e dal competente Mario Draghi? L’Italia è il Paese più importante del Mediterraneo assieme a Israele. La lettura di qualche libro di storia contemporanea non farebbe male!

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