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Catanzaro, si chiude un’era politica. Molti i delusi e orecchie attente alle possibili evoluzioni sul fronte giudiziario

Non ce l'hanno fatta Esposito e Pietropaolo nel centrodestra, Iemma e Guerriero nel Pd. Sotto le aspettative Macrì nella Lega. Bene Talerico, ma non entra in Consiglio Scritto da: REDAZIONE

Si può dire che a Catanzaro si chiude un’era politica? Intanto c’è da tener presente che nel capoluogo si respira un’arietta un po’ pesante (forse un’impressione errata!), facendo riferimento ai possibili esiti di inchieste giudiziarie già in atto o forse in arrivo. Del resto chi può sapere che cosa si muove in Procura e, soprattutto, se accadrà o meno qualcosa di nuovo? Restiamo fermi alla politica. Le elezioni regionali del 3 e 4 ottobre hanno segnato l’uscita di scena da Palazzo Campanella di un tradizionale recordman di preferenze: Baldo Esposito. La lista dell’Udc in cui è confluito alla fine il politico catanzarese vicino alle posizioni dell’ex parlamentare Piero Aiello, non ha conquistato il seggio nella circoscrizione centro. In uscita anche Filippo Pietropaolo che nella lista di Fdi è stato battuto dal più recente arrivato Antonio Montuoro. Resterà nell’aula di Palazzo Campanella il solo Filippo Mancuso, in una Lega che molto probabilmente dovrà trovare nuovi equilibri. Non sono stati eletti in Forza Italia Silvia Parente, figlia di Claudio Parente sostenuta anche dall’ex presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini, nonché il presidente dell’ordine degli Avvocati, Antonello Talerico, forte di un’ottima affermazione (6.700 voti circa). Nella Lega risultato opaco per l’ex presidente dell’ordine degli Architetti, Pino Macrì, segretario provinciale del partito di Salvini e molto vicino alle posizioni del responsabile organizzativo regionale Marco Maiolo (meno di 2.000 le preferenze raccolte). In Coraggio Italia, la nuova formazione di Giovanni Toti, i quasi 7.000 voti conquistati non sono stati sufficienti per l’elezione di Frank Santacroce, avvocato, battuto dal vibonese Francesco De Nisi. La provincia di Vibo, nonostante sul piano della popolazione sia meno della metà di quella di Catanzaro, ha fatto quadrato sia su De Nisi, sia, in Forza Italia, su Pietro Comito. In Forza Azzurri, di fatto la seconda lista di Forza Italia, non è approdato in Consiglio regionale il quotato Giorgio Arcuri, battuto per oltre seicento preferenze dal lametino Paradiso Tranquillo. Forza Azzurri, però, nell’area centrale della Calabria non ha conquistato il seggio. Nel Pd non ce l’hanno fatta né Giuseppina Iemma (5.045 voti), né Fabio Guerriero (4.291 voti), rimasti entrambi molto indietro rispetto all’eletto Ernesto Alecci, sindaco di Soverato, che ha totalizzato quasi novemila preferenze (8.744). Nella lista De Magistris Presidente, l’unica di quelle collegate all’ex pm ed ex sindaco di Napoli a superare lo sbarramento del 4%, non ce l’ha fatta Filippo Capellupo (1.656 preferenze), rimasto alle spalle dell’eletto Antonio Lo Schiavo (2.411 voti). Una politica catanzarese da ricostruire, da ripensare, che deve essere in grado di trovare nuove sintesi, sempre con un occhio attento alle possibili evoluzioni giudiziarie. In primavera si voterà per il rinnovo del Consiglio comunale del capoluogo e per l’elezione del nuovo sindaco, dopo un ventennio caratterizzato dalla 4 legislature targate Sergio Abramo. Vedremo!

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