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Catanzaro, sit-in degli operatori sanitari alla Cittadella Regionale (VIDEO)

Nel mare magno di problemi, vertenze e carenze della sanità calabrese può capitare pure che due gruppi di precari della stessa azienda sanitaria, quella di Catanzaro, si ritrovino a protestare insieme. È quello che è successo coi contemporanei sit-in svoltisi presso la Cittadella regionale, uno da parte dei 29 tra infermieri ed operatori socio-sanitari del centro trasfusionale di Lamezia Terme, che sembrerebbero gli unici a non aver ottenuto la proroga dei contratti scaduti il 30 giugno scorso, e l’altro a cura di 53 lavoratori a tempo determinato che sostituiscono il personale in malattia od in aspettativa negli ospedali dell’Asp catanzarese. Per quel che riguarda la situazione di Lamezia, sembrerebbe esserci margine per una soluzione: il dirigente del dipartimento salute, Antonio Belcastro, ha infatti annunciato l’intenzione di prorogare subito i contratti fino alla fine di settembre, in attesa che dal tavolo di verifica tra Regione e Governo, che si riunirà fra una settimana, vengano reperite altre risorse per consentire la proroga già ottenuta dai precari delle altre aziende calabresi. Il commissario Cotticelli dovrebbe ora imporre anche all’Asp di Catanzaro il rispetto della circolare di due settimane fa con la quale si invitavano i manager delle aziende ad allungare i contratti fino alla fine del 2019.

Per i 53 infermieri ed oss degli ospedali del catanzarese, invece, la verifica del cosiddetto tavolo Adduce sarà decisiva: in quella sede, infatti, l’Asp di Catanzaro dovrà presentare il dato aggiornato del fabbisogno di personale richiesto a tutte le aziende, e non è detto che tutto fili liscio. Eppure, negli ultimi mesi, anche col concorso dei recenti provvedimenti del Governo, sono andati in pensione circa 200 lavoratori, ma l’automatismo fra fuoriuscite e reintegri, sebbene parziale, non è scattato. E fino al 18 luglio prossimo, i precari resteranno col fiato sospeso.

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